2 ore fa:Schiavonea sceglie il dialogo: “Sicurezza e inclusione”. La piazza di oggi per rompere la paura
3 ore fa:Rossanese-Soriano finisce senza reti: pari che avvicina la salvezza
2 ore fa:Corigliano Calcio, vittoria di qualità: Juvenilia Roseto battuta 2-1
4 ore fa:Inclusione e legalità, il Comune rivendica le scelte sul Pendino: «Governiamo fenomeni complessi con responsabilità»
8 ore fa:Co-Ro, serata del Rotary sull’Achiropita: identità religiosa e storia al centro del dibattito
7 ore fa:Longobucco: «Non bastano i bollettini Anas, servono sicurezza e risposte»
9 ore fa:Sanità digitale, Occhiuto si affida all'esperienza del prof Giovanni Bisignani
6 ore fa:Cassano, Italia Viva denuncia il degrado della SP 165: «Buche diventate voragini, intervenire subito»
10 ore fa:Spartaco Pupo e il coraggio dell’identità: quando la cultura "torna" a destra
5 ore fa:Pesca della sardella, tra speranze tradite e crisi senza risposte

U' San Giuvanni e quell'antico "patto" del comparaggio che nasce da... U' Pùpulu

1 minuti di lettura

di Antonella Serpa

Il 24 giugno di ogni anno, in occasione della festa di San Giovanni Battista, a Paludi si era soliti celebrare il bellissimo rito del pùpulu e' san Giuvanni.

Il pupazzo (pùpulu appunto), simbolo di fertilità, veniva realizzato solitamente dalle zie più grandi con gli steli di un'erba molto profumata (nepita) e coi garofani per adornare la faccia, quindi veniva avvolto in fasce a rappresentare simbolicamente un neonato. 

I bambini sceglievano comare o compari per battezzare i pupuli e celebravano il rito di comparaggio che serviva a suggellare per sempre il loro legame di amicizia (u'San Giuvanni).  

Questa era la formula che recitavano, mentre si tenevano per i due mignoli:

Cumpari San Giuvanni, vattiamu si panni

e si panni su vattiati cu l'angelu sacratu.

Cumpari rucchi rucchi, runami na passula ca m'a mmuccu.

Cumpari ngilli ngilli, runami na passula ca na spartimu

e tannu ni lassamu, quannu sicca l'acqua e ru mara!

Cumpari, cumpari, cumpari!

A Paludi i bambini erano soliti andare in corteo fino alla chiesetta del Soccorso, dove svolgevano il rituale del battesimo e poi si facevano benedire i pupuli dal sacerdote.

A giudicare dall’entusiasmo dei racconti che ho raccolto era un giorno tanto atteso e vissuto con intensità, coinvolgimento e divertimento…

Viene da pensare a come certe tradizioni, oggi scomparse e per alcuni anche un po’ ridicole, scandivano e davano valore al tempo, in una società senza televisione e senza social in cui ogni occasione, anche la più semplice, veniva colta per poter stare bene insieme!

Per questo motivo da tempo accarezzavo l’idea di riportare in vita questa antica usanza, che sarebbe bello poter rivivere in maniera più estesa e collettiva, perché, come diceva Gustav Mahler “la tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”


Storie d'Altri tempi è un progetto dell'Eco dello Ionio e dell'associazione Rossano Purpurea, nato per costruire un racconto corale di memorie cittadine tra Corigliano e Rossano. I contenuti sono frutto di un patrimonio orale di ricordi, o di ricerche storico- antropologiche, per lo più inedite, che gli autori hanno accettato di condividere con noi. Una narrazione unica, antica e nuova allo stesso tempo, della nostra identità.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.