Crisi a Crosia, Aiello trova il punto debole e va direttamente da Tridico: disinnescato Graziani
Rumors insistenti su un passo indietro tra i tre dissidenti. Sullo sfondo il pressing dei vertici M5S: se cade una firma, salta il voto anticipato e cambia il finale della crisi
CROSIA – La resa dei conti era fissata, i numeri sembravano scritti (di fatto lo sono ancora e restano in calce in un comunicato stampa di fuoco intriso di accuse pesantissime a firma dei tre consiglieri di maggioranza sfiducianti). Insomma, il finale dell’esperienza Aiello appariva già in calendario: 20 febbraio 2026. E invece, a pochi giorni dal Consiglio comunale che dovrebbe certificare la fine della maggioranza, ci sarebbe all’orizzonte un clamoroso cambio di copione.
Nelle ultime ore, nel capoluogo della Valle del Trionto rimbalza una voce sempre più insistente: il fronte dei tre dissidenti (De Vico, Blefari, Graziani) che aveva staccato la spina alla sindaca Maria Teresa Aiello non sarebbe più compatto. A incrinarsi sarebbe proprio l’anello ritenuto decisivo, il consigliere Antonio Graziani, riferimento diretto dell’ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Davide Tavernise. Nessuna conferma ufficiale, ovviamente, ma la sensazione diffusa è che il passo indietro sia imminente.
Se così fosse, cambierebbe tutto. Perché la sfiducia, fino a ieri aritmeticamente inevitabile, tornerebbe improvvisamente ad appannaggio della sindaca che, seppur risicatissima, avrebbe una maggioranza su cui contare.
La tessitura di una rete fittissima e il punto debole
Ma come si è arrivati a tanto? È qui che il retroscena diventa politico, quasi da Prima Repubblica. La voce più clamorosa parla di un intervento diretto dei livelli alti del Movimento 5 Stelle. Non un dirigente locale, ma nientemeno che Pasquale Tridico, europarlamentare ed ex candidato alla presidenza della Regione Calabria, figura di riferimento nazionale del Movimento e, soprattutto, uomo del territorio.
Secondo quanto si racconta negli ambienti politici locali, proprio Tridico avrebbe riaperto un dialogo con l’area che sostiene la sindaca — anche attraverso i rapporti storici con il centrosinistra locale — convincendo Graziani a rivedere una scelta che fino a poche ore fa appariva definitiva e convinta.
Cosa sia accaduto davvero, quali interlocuzioni ci siano state e quale eventuale contropartita politica sia stata discussa, nessuno al momento lo sa. Ma il semplice fatto che il fatto circoli con tanta insistenza racconta che la partita non è più solo comunale ma interessa le dinamiche più ampie del Movimento.
Il nodo Tavernise
La vicenda, infatti, apre inevitabilmente anche un altro fronte, più interno ai pentastellati. Perché se Graziani dovesse davvero fermarsi, e ritornare ai cosiddetti “miti consigli” di democristiana memoria, difficilmente la decisione arriverebbe da chi, finora, in questo bailamme degli ultimi giorni, non ha mai difeso politicamente la sindaca pur avendone sostenuto l’elezione. Il silenzio assordante di Tavernise – limitatosi esclusivamente a smentire anche con nervosismo la voce di un suo eventuale interessamento a candidarsi a sindaco di Crosia - in questi giorni è stato letto da molti come un sostegno implicito all’operazione di sfiducia.
Uno stop arrivato dai vertici del partito, quindi, avrebbe un significato preciso: congelare la crisi che avrebbe aperto un voto imminente ma anche bypassare una presa di posizione implicita di Tavernise. Cosa sta succedendo?
Il vero obiettivo: evitare le urne adesso
Il punto politico è tutto qui. Se la sfiducia salta oggi, salta anche la finestra elettorale della primavera 2026. E tornare alle urne diventerebbe possibile solo l’anno successivo (in caso di nuova sfiducia). Una differenza enorme con un tempo politico completamente diverso per chi puntava, invece, a capitalizzare subito la crisi. Per questo la mossa, se confermata, avrebbe una conseguenza immediata: disinnescare il voto anticipato e consentire alla Aiello di finire il suo mandato o, eventualmente, a prepararsi per una campagna elettorale anticipata rispetto alla scadenza del 2029
Resta però il quadro generale. Crosia esce comunque da settimane di guerra interna che non finirà oggi e nemmeno tra qualche settimana; con una maggioranza spaccata, un’opposizione in pressing e un’amministrazione politicamente logorata. Tutto questo a solo discapito dei cittadini e di una comunità che è una vera bomba ad orologeria soprattutto sul piano sociale.