Provinciali Cosenza, la partita si sposta a nord-est. Corigliano-Rossano può dettare la linea
Stasi punta tutto su Antonio Uva, il centro destra vira su Giuseppe Turano e Piero Lucisano. Hanno tutti e tre possibilità di arrivare insieme nell'emiciclo di Piazza XV Settembre se sapranno gestire i consensi sul territorio. Castrovillari è out
CORIGLIANO-ROSSANO - Sulla carta è un’elezione di secondo livello. Nei fatti, soprattutto nella provincia più grande della Calabria, è sempre qualcosa di diverso: un referendum silenzioso sui rapporti di forza tra territori. E stavolta l’ago della bilancia sembra spostarsi decisamente verso nord-est, dove sembra che questa volta le cose siano state fatte per bene con l'obiettivo di garantire una rappresentanza bipaertisan ben fornita in consiglio.
Le liste per il rinnovo del Consiglio provinciale, a sostegno dei candidati presidente Franz Caruso (centro sinistra) e Biagio Faragalli (centro destra), raccontano una geografia molto più politica che amministrativa. Perché osservando i nomi emerge subito un dato: il nord-est diventa uno dei campi decisivi della competizione.
Il cuore della sfida è inevitabilmente Corigliano-Rossano. La città più popolosa porta tre candidati, ma soprattutto tre letture politiche diverse della stessa comunità. Antonio Uva corre nella lista a sostegno di Caruso ed è l’uomo della filiera civica legata all’esperienza amministrativa di Flavio Stasi. Non è semplicemente un candidato di coalizione: è il tentativo di misurare quanto pesi oggi, nel voto degli amministratori, il modello civico rossanese. Ed è proprio su di lui, così come avevamo ampiamente anticipato nelle settimane scorse, che il Primo cittadino chiederà ampia convergenza alla sua maggioranza, dal momento che - al contrario di quanto si poteva pensare all'inizio - sarà l'unico rappresentante di maggioranza con un peso ponderale di voti potenziale di quasi 5000 preferenze.
Dall’altra parte dell'emiciclo, il centrodestra non si affida a una sola figura ma raddoppia: Piero Lucisano e Giuseppe Turano entrambi nella lista Forza Italia. Una scelta che non è casuale e che racconta una strategia precisa, quella di intercettare più aree amministrative dentro la stessa città ma anche fuori dal perimetro di Corigliano-Rossano dal momento che Turano alle sue spalle ha una forza propulsiva come gli assessori regionali Pasqualina Straface e Gianluca Gallo mentre Lucisano può godere del sostegno della potentissima filiera politica Succurro-Ambrogio. Così si può moltiplicare all'infinito il coefficiente ponderato.
In altre parole, non una candidatura simbolica ma una vera operazione di radicamento politico nel comune che, numeri alla mano, può spostare gli equilibri dell’assemblea e soprattutto è l'unico che ha vera forza per eleggere tutti e tre i suoi rappresentanti.
Attorno a Corigliano-Rossano si muove poi il resto del territorio. Cassano Jonio si colloca nel perimetro del centrodestra con la candidatura di Luigi Garofalo (annunciata proprio ai microfoni dell'Eco in Diretta qualche settimana fa) mentre l’area arbëreshe presenta una fotografia quasi perfettamente speculare: Daniela Sisca a Santa Sofia d’Epiro per il centrosinistra e Vincenzo Ventura a San Basile per il centrodestra. Nel Pollino il piccolo comune di Cerchara di Calabria esprime due candidature, entrambe a sostegno di Franz Caruso: il sindaco Giuseppe Ramundo e la consigliera Rosa Minervini.Più a nord, Rocca Imperiale entra nella partita con Tiziana Battafarano, segnale che anche l’Alto Jonio vuole una voce dentro Palazzo XV Marzo.
A rendere ancora più evidente lo spostamento dell’asse vero il mare, c’è un’assenza rumorosa: Castrovillari non esprime nessun candidato. Della partita, infatti, non ci sarà nemmeno il Presidente facente funzioni, Giancarlo Lamensa.
Così l’elezione dell’8 marzo, pur riservata a sindaci e consiglieri comunali, assume un valore ben più ampio. Non dirà soltanto chi governerà la Provincia, ma quale blocco territoriale avrà la capacità di orientare le scelte future: il sistema dei partiti tradizionali o la rete delle amministrazioni civiche cresciute negli ultimi anni lungo la fascia jonica.
E alla fine, più che Caruso contro Faragalli, il verdetto più osservato sarà uno solo: chi, dentro Corigliano-Rossano e nella sua area di influenza, avrà davvero la forza di guidare gli equilibri politici della provincia.