3 ore fa:Calabria, sci di fondo al Centro Sud in difficoltà: incontro alla Camera per chiedere più infrastrutture
7 ore fa:Corigliano-Rossano, scontro politico sul Crati dopo l’esondazione: accuse al sindaco Stasi sulla gestione dei lavori
1 ora fa:Laino Borgo, torna la “Corajisima” nelle sette contrade: la tradizione quaresimale che coinvolge la comunità
4 ore fa:Corigliano-Rossano, pesca in crisi dopo il maltempo: richiesta di stato di crisi e piano straordinario
3 ore fa:«Montuoro come il peggior kamikaze». Conferimento rifiuti, Stasi: «Non dica bugie, abbiamo gli screenshot!»
5 ore fa:Ryanair estate 2026: più rotte, più passeggeri e turismo in crescita
6 ore fa:Castrovillari, moto da cross senza documenti sequestrata nel Parco del Pollino: sanzionato motociclista
5 ore fa:Saracena, San Leone si celebra a Santa Maria del Gamio: accessi regolati e strade chiuse dalle 16
2 ore fa:Cresce la popolazione straniera: a Corigliano-Rossano pesa il 12% e si discute la Consulta
4 ore fa:La Diocesi di Rossano-Cariati è pronta ad accogliere le reliquie di San Francesco

Le strade da terzo mondo che continuano ad isolare la Sila Greca: la SP 251 è in condizioni assurde!

1 minuti di lettura

BOCCHIGLIERO - Le strade provinciali della Sila Greca continuano a rappresentare l’anello debole della catena infrastrutturale della Calabria del nord-est, costituendo una vera e propria barriera invisibile che separa numerosi piccoli comuni dal resto del mondo ma che - soprattutto - genera un gap economico, sociale e produttivo spaventoso. Sulle alture a sud di Corigliano-Rossano gravitano interi paesi, intere comunità che non hanno alcuna connessione efficace con la civiltà. Ne pagano il caro prezzo il diritto alla mobilità ma anche il diritto alla salute che, molto spesso, in questi centri è solo una chimera perché, di fatto, irraggiungibili nei tempi salvavita. Insomma, con una rete di collegamenti percorsi da curve tortuose e manti stradali dissestati, queste vie cruciali rischiano di isolare intere comunità dal progresso e dal benessere.

È il caso della Strada Provinciale 251 che, con i suoi 37 chilometri di asfalto deformato e pericolosamente sconnesso, più simili a una mulattiera, traziona il segnale d’allarme. Antonio Baratta, segretario della Camera del Lavoro della CGIL di Longobucco, non usa mezzi termini nel denunciare una situazione che sta rapidamente scivolando nel dimenticatoio e richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di ripristinare una viabilità degna di tale nome.

«La mancanza di interventi da parte della Provincia porta alla desertificazione dei nostri comuni» dichiara Baratta. Senza adeguate infrastrutture, i giovani sono costretti a emigrare in cerca di occupazione e servizi migliori, unendosi ai tanti anziani che, per non vivere in isolamento, si ricongiungono con i propri figli in altre regioni o nei centri lungo la costa.

La situazione ovviamente assume tinte drammatiche nel contesto di demansionamento a cui sono state costrette le Province dalla Riforma Delrio, che ha ridotto enormemente la loro capacità d’intervento.

Insomma, nella comprensibile crisi che imperversa nelle stanze degli enti sovraordinati sarebbe opportuno riallocare le risorse in maniera mirata: non più interventi sporadici (e spesso inutili come rattoppi di qualche decina di metri di strada) con una contestuale rimappatura delle competenze delle stesse strade. Riportare sotto il controllo dell’ANAS vie importanti come la provinciale 251, cruciale per i collegamenti con i comuni dell'entroterra, potrebbe costituire un primo passo verso la risoluzione dei problemi di viabilità.

È fondamentale, ora più che mai, rispondere all’appello di queste comunità, investendo nelle infrastrutture, affinché non diventino l'ennesima terra dimenticata. Giovani, anziani, bambini: intere famiglie meritano di vivere nei loro luoghi d’origine, senza sentirsi costrette a partire per cause evitabili. È una questione di dignità, di diritto, e di futuro.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.