44 minuti fa:Cariati ottiene la Bandiera Blu 2026: secondo riconoscimento consecutivo per la città jonica
12 ore fa:Co-Ro, Renzo contro i locali child free: «Servono adulti che educhino i figli»
14 minuti fa:Altomonte, l’agroalimentare della Famiglia Barbieri a TuttoFood: successo per il km0 e l’identità calabrese
13 ore fa:«I conti pubblici non sono plastilina»: dura nota del gruppo “Le Lampare” dopo il Consiglio comunale
1 ora fa:Co-Ro, approvato all'unanimità il regolamento della Consulta comunale per l'integrazione
14 ore fa:Cassano ricorda le vittime della strada: il 21 maggio la cerimonia commemorativa
12 ore fa:Il Distretto Blu di Sybaris non è un sogno: ora il Nord-Est chiuda il cerchio
14 ore fa:“Concilia”, dalla Regione oltre 7 milioni di euro per sostenere lavoro e famiglie
13 ore fa:Corigliano-Rossano, doppia Bandiera Blu e primo Piano Spiaggia unico: la città ridisegna il suo mare
11 ore fa:Sibari, scontro politico sul mancato ottenimento della Bandiera Blu: l’opposizione attacca Iacobini e Avena

Consorzio Olio Igp Calabria: «come difendersi dalle frodi in campo oleario»

1 minuti di lettura

CALABRIA - Il Consorzio dell'Olio Igp di Calabria, da tempo, osserva con attenzione tutto ciò che sta accadendo per le frodi in campo oleario. «Il nostro compito, oltre alla promozione, è anche quello di difendere, aggiornare, salvaguardare ed indicare soluzioni per i produttori ma anche per i cittadini consumatori».

È quanto riferisce il presidente Massimino Magliocchi, che aggiunge: «può il consumatore finale riconoscere e difendersi dalle frodi, soprattutto in campo oleario? Probabilmente no, ecco perché serve anche l'aiuto del Consorzio».

«Partendo da una premessa importante: l'olio di oliva è molto controllato e quindi con un grado di sicurezza in più rispetto ad altre mercanzie. Cosa fare allora? I prezzi molto bassi degli extravergini non sono un sinonimo obbligato di truffa come sovente si crede. Dipende molto dalla filiera produttiva. Nei volantini pubblicitari dei supermercati - spiega Magliocchi - c'è quasi sempre una bottiglia d'extravergine a prezzo estremamente basso. Questo modo di vendere oltre che mettere in difficoltà i produttori induce sempre di più il consumatore a non acquistare extravergini che hanno un prezzo superiore».

«Da qui, attenzione alla deodorazione, ad esempio. Si tratta della fase finale della raffinazione degli oli e consiste nell'eliminare idrocarburi insaturi, aldeidi e chetoni, responsabili di difetti organolettici. Viene fatta sotto vuoto, ad alta temperatura e in corrente di vapore, a volte in azoto. Ed è impossibile per il consumatore finale scoprire se il suo extravergine è stato miscelato con un deodorato».

«E poi la miscelazione di oli di semi con oli extravergine. Molti credono che per scoprire se c'è olio di semi sia sufficiente raffreddarlo: non c'è alcun fondamento scientifico in ciò - afferma il presidente - Da non sottovalutare, neppure, la colorazione e la falsificazione dell'origine, cioè vendere per italiano un olio che non lo è. Se non si fanno analisi chimiche mirate non si può capire la differenza».

«Infine, ma non per ultimo, l'uso di enzimi in frantoio. Ci riferiamo a quelli chimici, come si legge spesso nell'ottimo approfondimento di "Teatro naturale" che favoriscono la liberazione dell'olio agendo sulla pectina e sulle pareti delle membrane cellulari che lo contengono. Questi prodotti, anche se migliorano la qualità dell'olio, non creano danni o problemi, vengono usati in molti altri alimentari quali per esempio il vino, sono vietati perché il regolamento comunitario prevede che l'olio vergine di oliva sia ottenuto direttamente dalle olive e unicamente con procedimenti meccanici, al fine di mantenere quel concetto di naturalità, di puro succo di oliva: si possono utilizzare solamente quando il prodotto finale è un olio non commestibile. In questo caso, non è davvero possibile scoprire la frode, non solo per il consumatore finale» conclude Massimino Magliocchi.

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.