Disabilità, oltre le polemiche: il Comune rivendica metodo, rigore e ascolto
L'assessore alle Politiche sociali di Corigliano-Rossano, Marinella Grillo, difende il lavoro di questi mesi e sottolinea: «Il Tavolo per la disabilità non è propaganda, ma uno strumento per costruire risposte strutturate e giuste»
CORIGLIANO-ROSSANO – Non è una replica, forse è più una presa di posizione politica e istituzionale che prova a rimettere ordine nel dibattito acceso in questi giorni sulle politiche sociali e sulla disabilità e di cui vi abbiamo ampiamente parlato, a partire dai fondi non spesi per il welfare (leggi qui), alla necessità di istituire la figura del garante per la disabilità (leggi qui) per finire ai dubbi avanzati da alcune famiglie («non tutte» viene precisato) sul lavoro che sta portando avanti il Tavolo per la disabilità (leggi qui). A parlare, per nome e per conto dell’Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano, è l’assessore alle Politiche sociali Marinella Grillo, che chiarisce visione, metodo e anche i limiti dell’azione amministrativa, respingendo letture semplificate e ricostruzioni giudicate distorsive.
Il punto di partenza è netto: le politiche sociali non sono terreno di improvvisazione né di interventi isolati, ma il risultato di un lavoro continuo che coinvolge una rete ampia di soggetti istituzionali e associativi. Un lavoro che – sottolinea l’assessore – si muove su un terreno complesso, «talvolta accidentato», ma che l’Amministrazione affronta senza lasciarsi condizionare da divisioni o polemiche di carattere politico.
«Le politiche sociali sono oggetto di lavoro costante da parte di una ampia rete di soggetti, soprattutto istituzionali ed associativi – chiarisce Grillo – che si confrontano con rigore e con le opportune competenze con l’obiettivo di migliorare il difficile contesto di coloro che vivono in condizioni di fragilità». Un terreno complesso sul quale però l’Amministrazione dice di muoversi «senza lasciarsi mai distrarre da divisioni o, peggio ancora, da polemiche di carattere politico».
La pluralità di posizioni che emerge nel mondo associativo viene letta dall’assessore come il segno di una comunità sensibile e attraversata da bisogni profondi. «L’articolata rete di soggetti sociali attiva nella nostra città è frutto di una radicata sensibilità della comunità – sottolinea – ed è naturale che al suo interno emergano visioni o versioni diverse». Differenze che, però, non possono sostituirsi ai luoghi e agli organi istituzionali deputati alle decisioni.
Da qui la genesi del Tavolo Permanente sulla Disabilità. «Non nasce per istituzionalizzare il disagio o per creare nuovi livelli di intermediazione – spiega Grillo – ma per aprire un confronto sistematico, mettere in rete, costruire risposte condivise partendo dall’ascolto reale, superare interventi episodici e affrontare i problemi in modo strutturato». Per l’assessore, «il Tavolo non è uno strumento di propaganda», ma uno spazio di corresponsabilità, «non di delega», che deve muoversi dentro criteri di equità e trasparenza.
Alle critiche su una presunta inattività, la risposta è secca: «Chi parla di mancata attività sottolinea un fatto non vero». E aggiunge: «Nella migliore delle ipotesi si tratta di chi non ha ancora partecipato a questo percorso, ed è per questo che ci attiveremo per un coinvolgimento ancora maggiore». Nessuna apertura, invece, a quella che viene definita «propaganda negativa», che l’Amministrazione dice di ignorare.
Tra gli esempi concreti portati a sostegno del lavoro svolto, Grillo cita il Censimento delle disabilità: «Uno strumento fondamentale, proposto e accolto proprio al Tavolo – evidenzia – che consentirà all’Ente di programmare i servizi partendo da una fotografia reale dei bisogni del territorio, evitando improvvisazioni e assicurando risposte più giuste ed efficaci».
Nel merito delle procedure e dei bandi, l’assessore richiama il principio del rigore amministrativo: «I percorsi istruttori non possono essere oggetto di interpretazioni né di interventi esterni perentori». Ogni valutazione, spiega, «si basa sui requisiti dei beneficiari» e ogni eventuale rivalutazione di un’istanza respinta può avvenire solo «in presenza di due condizioni essenziali: la disponibilità delle risorse e l’assenza totale di pregiudizio per altri beneficiari».
Su questo punto, Grillo tiene a precisare: «Gli interventi esterni descritti come salvifici non hanno avuto alcuna influenza sulle decisioni, che restano esclusivamente in capo all’Amministrazione e al Responsabile del Procedimento». Le diverse determinazioni assunte, chiarisce, sono state possibili «solo grazie all’accertata capienza residua delle somme al termine della prima fase istruttoria», invitando quindi ad «evitare narrazioni distorte costruite per sostenere una tesi».
Un passaggio centrale riguarda anche il ruolo di Corigliano-Rossano come Comune capofila di un Ambito che comprende undici Comuni: «Una responsabilità ulteriore – rimarca l’assessore – che impone equità, trasparenza e coerenza nell’erogazione dei servizi, senza scorciatoie né disparità di trattamento».
La chiusura è affidata all’aspetto che Grillo rivendica come cardine del proprio mandato: «Ritengo l’ascolto una parte fondamentale del mio ruolo istituzionale». Per questo, conclude, «rimango disponibile ad incontrare ogni singola famiglia che vive la disabilità, consapevole del profondo gap territoriale che la Calabria sconta rispetto ad altri contesti, ma anche della necessità di provare a colmarlo con volontà, serietà e lavoro, principi che guidano l’azione dell’Amministrazione».