3 ore fa:Vaccarizzo Albanese racconta l’Acqua Muta: cultura, lingua e tradizioni arbëreshe al centro del confronto
1 ora fa:Trebisacce, al via i lavori di efficientamento energetico al Comune: meno consumi e risparmio sulla spesa pubblica
16 ore fa:Sottopasso di Sibari, scontro in Consiglio: tavolo col Prefetto, ma l’impresa smentisce il sindaco
3 ore fa:Camigliatello, nasce la Plogging Mania dei più piccoli: scuola e ambiente nei sentieri della Sila
37 minuti fa:Sentenza Raganello, sindaci si mobilitano per il collega Tocci: sabato tutti in piazza a Civita dopo la condanna
2 ore fa:Rossano Scalo, blackout continui nella zona alta: cittadini esasperati e impianti a rischio
1 ora fa:Castrovillari, Anna De Gaio rilancia verso il ballottaggio: «Siamo l’unica vera alternativa»
4 ore fa:Bandiera verde 2026: Crosia si conferma tra le spiagge ideali per bambini e famiglie
7 minuti fa:SS106, dopo l'ennesima tragedia i residenti di Momena denunciano: «Costretti in uno svincolo abusivo»
5 ore fa:Scuola di qualità: il Majorana continua ad investire su formazione all’estero

Psicosi Coronavirus: il deserto nei China Store di Corigliano-Rossano

1 minuti di lettura

Siamo ai limiti del cosiddetto «razzismo sanitario... prima il negozio era pieno, mattina e sera, ora, invece, entrano circa tre persone ogni due ore»

di Martina Caruso La linea che separa chi offre aiuto e comprensione da chi ha bisogno di riceverli, si sposta continuamente, invertendo i ruoli in un moto continuo.  Ma conoscete l‘espressione «siamo tutti sulla stessa barca?»  Se la barca fosse immensa e sferica, potremmo dire di essere tutti un grande unico corpo sullo stesso pianeta, chiamato Terra. Negli ultimi mesi c’è un fattore che sta mostrando la coesione della società, così come non accadeva da tempo: il Coronavirus dimostra quanto il mondo sia saggiamente unito; evento più unico che raro, dato che non sempre accade. Ma è vero che dove c’è la paura giunge l’attimo di coraggio? Il comportamento dei cittadini, verso i cinesi, è sempre più irrazionale e offensivo: come sappiamo, la trasmissione del virus è legata a luoghi e contatti, non a un’etnia.  La prima epidemia social sta mettendo a dura prova le nostre strutture sanitarie, che stanno reagendo onorevolmente. La nostra intelligenza, invece, un po' meno. Inutile provare a fermare questa psicosi, poiché i fatti attestano il contrario: «La gente ha paura – ci racconta il titolare di un china-store di Corigliano-Rossano - e le vendite sono crollate più dell’ottanta per cento. Prima il negozio era pieno, mattina e sera, ora, invece, entrano circa tre persone ogni due ore». A complicare una situazione già delicata, la titolare di uno dei negozi cinesi della cittadina di Corigliano Rossano dichiara: «Il ragazzo che scarica la merce, che ho sempre aiutato, da quando si è scatenato il virus, non vuole che lo aiuti». Forse converrebbe chiedere aiuto ad Alessandro Manzoni, che di epidemie e caccia all’untore se ne intende, ma parliamoci chiaro, c’è una bella differenza tra la peste manzoniana e il coronavirus: non siamo ignoranti e impotenti. Siamo informati e stiamo reagendo. Per ora, però, stiamo facendo finta di non sapere ed è «meglio non mangiare nei ristoranti o comprare dai cinesi». Già, perché è meglio emarginare che affrontare all’unisono questo momento di difficoltà che è di tutti e non solo dei cinesi. Sotto le lanterne rosse, non splende più la solita folla, i ristoranti, infatti, da centinaia di coperti quotidiani, chiudono la loro cassa registrando circa trenta coperti al giorno: «La gente ha paura, ma noi siamo sempre qui. Aspettiamo, questa cosa passerà, come tutte le altre malattie, e quando finirà, torneremo ad essere normali», afferma il titolare di un altro china-store della nostra cittadina. Un’inutile “caccia all’untore” che evita di far frequentare ristoranti e negozi cinesi, trascurando il fatto che se non si frequentano gli store presenti sul nostro territorio si finisce per danneggiare l’economia di quest’ultimo.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.