3 ore fa:Villapiana festeggia i 100 anni di Eugenio Staffa: un secolo di vita diventa memoria della comunità
1 ora fa:Il Sole 24 Ore celebra Laura Barbieri: l'accoglienza di Altomonte è un modello nazionale
5 ore fa:Castrovillari, Futuro Nazionale attacca sui costi del Festival di Civitanova: «Il Comune spieghi quei 7mila euro»
1 ora fa:Sibari ritorna nel Piano dei Trasporti: previsti studi sull’aviosuperficie, ma l’aeroporto non c’è ancora
4 ore fa:Cassano, 1,65 milioni per far rinascere tre palazzi abbandonati: nel centro storico nasceranno 13 alloggi popolari
2 ore fa:Saracena, riapre l'ufficio postale "Polis": passaporti e certificati senza più dover andare in Questura
6 ore fa:L’Arbëria si ritrova a Spezzano: tre giorni di Expo e una grande parata con sindaci dai Balcani
6 ore fa:Dopo sette anni torna la Consulta dei Calabresi nel Mondo in presenza
1 ora fa:Omicidio Bifano: la maglietta trovata vicino all'agrumeto non è del marito. Ora si attende il Tribunale del riesame
5 ore fa:Cariati, prende i sacchi della spazzatura e li lancia sulla Statale 106: l’inciviltà che pagano tutti

«Palazzi di pregio trasformati in dormitori sociali per extracomunitari», Straface attacca la giunta Stasi

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – «Gli immobili comunali di pregio che impreziosiscono il patrimonio di beni culturali ereditato dalla Città di Corigliano–Rossano non vengano trasformati in dormitori sociali per extracomunitari (a quanto pare irregolari). Si investa, piuttosto, nel completamento della ristrutturazione di Palazzi come quello del Pendino, progettato per avere vita nuova come Ostello della Gioventù e centro direzionale del Parco naturale regionale Valle del Coriglianeto e quindi, come attrattore turistico».

È quanto dichiara la consigliera regionale e comunale Pasqualina Straface, sottolineando come «la questione migratoria che continua ad interessare in particolar modo il centro storico di Corigliano ed il borgo storico marinaro di Schiavonea sia completamente sfuggita di mano all’Amministrazione Comunale guidata da Flavio Stasi: anziché gestire il fenomeno crescente in modo strutturale e lungimirante, si è finora limitato ad interventi emergenziali privi di una visione chiara e di ampio respiro».

«Il caso di Boscarello restituisce una fotografia impietosa: le occupazioni abusive di immobili abbandonati, spesso ridotti in condizioni di estremo degrado, hanno trasformato alcune zone in veri e propri ghetti, alimentando un crescente senso di insicurezza e di abbandono. In questo, l’Esecutivo Stasi ha gravi responsabilità. Nonostante il contributo dei migranti all’economia locale, specialmente nel settore agricolo, mancano del tutto piani di integrazione che possano consentire loro di diventare parte attiva della comunità. La mancanza di un censimento chiaro della popolazione extracomunitaria e di strumenti adeguati a gestire le dinamiche migratorie rende la situazione ancor più difficile da affrontare».

«Tra le scelte più discutibili v’è quella poi di destinare immobili storici e culturali, come il Palazzo Taverna e il Palazzo del Pendino (ristrutturato per 1,5 milioni di euro con la passata Giunta Straface e dotato di 14 camere, 47 posti letto, servizi, cucina, reception, ufficio direttivo, sala ristorante, sala bar, sala tv, atrio) a centri di accoglienza per migranti».

«Si tratta di una decisione che – continua il consigliere comunale e regionale – non solo rischia di compromettere destinazione, valorizzazione e potenziale attrattivo del patrimonio culturale cittadino, ma si pone in netto contrasto con quello che dovrebbe essere l’indirizzo turistico e culturale della destinazione Corigliano-Rossano come Città d’arte. Questa prospettiva, come sempre priva di visione e strategia – conclude la Straface – rischierebbe di condannare definitivamente l’area urbana di Corigliano al caos sociale ed all’insicurezza urbana».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.