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Escursioni in città per le scuole di Co-Ro costrette a rinunciare perché il comune «presenta il conto»

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CORIGLIANO-ROSSANO – «Ci sembrava quasi scontato che di quei 10 milioni di euro destinati alla fusione, almeno una piccolissima parte sarebbero stati investiti in iniziative rivolte alle comunità scolastiche per incentivare dal basso la conoscenza dei territori, a partire proprio dai piccoli cittadini della nuova città unica. Invece, scopriamo amaramente non solo che niente di tutto ciò è stato fatto, ma che, privandole improvvisamente del sostegno economico per le escursioni all’interno dello stesso perimetro comunale, di fatto le scuole sono state costrette a rinunciare a questa opportunità per non gravare anche questo che dovrebbe essere un servizio pubblico sulle spalle delle famiglie. Su questa come su altre questioni – sottolinea il consigliere comunale e assessore provinciale Adele Olivo – chiediamo lumi da tempo, ma senza ricevere risposta alcuna dall’Amministrazione Comunale».

«Così come non sappiamo ancora oggi, giusto per citare l’ultima richiesta di chiarimento pubblico al Sindaco – aggiunge – a cosa servirà o cosa ospiterà il costruendo (quasi terminato) edificio nel parcheggio del Traforo. Corrisponde a verità o meno – prosegue il consigliere comunale – che alcune scuole dell’infanzia si sono sentite presentare per la prima volta il conto rispetto alle ipotesi delle escursioni da effettuarsi all’interno della stessa Città? Alcune di queste comunità scolastiche, soprattutto quelle dei due centri storici, costantemente minacciati dal fenomeno dello spopolamento e frequentate per la maggior parte da famiglie più svantaggiate, sono state costrette a rinunciare a questi programmi di conoscenza all’aria aperta che si sarebbero rilevati importantissimi sia per la formazione e la socialità, quanto per il rafforzamento dello spirito civico e di identificazione nell’unica grande città».

«Il Sindaco di Corigliano-Rossano non solo non comunica – continua a lamentare il consigliere comunale ed assessore provinciale Adele Olivo – ma a domanda non risponde. Si conferma, questa, la Dottrina Stasi che considera la trasparenza amministrativa un ostacolo alla demagogia, al populismo e all’autoreferenzialità; una concezione viziata della politica e della rappresentanza istituzionale che – conclude la Olivo – continueremo a denunciare e contestare come inaccettabile ed intollerabile, tanto quanto il silenzio di una maggioranza consiliare abituata soltanto a rispondere presente e che di come vengono spesi i soldi di tutti, sa ancora meno di quanto talvolta viene a sapere la cittadinanza soltanto attraverso le nostre denunce».

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia