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Provincia di Cosenza, Iacucci: «Consentire agli Enti locali la stabilizzazione dei tirocinanti»

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COSENZA - Nonostante le battaglie e i numerosi appelli è ancora in bilico, purtroppo, il futuro degli ex percettori di mobilità in deroga. Circa 7000 tirocinanti che prestano servizio negli Enti pubblici, privati e nelle sedi territoriali dei Ministeri, continuano a rimanere in uno stato di precarietà.

A rilanciare la questione è il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, che ribadisce come siano ormai maturi i tempi per consentire a questo ampio bacino di precari di essere avviati verso un processo di stabilizzazione.

«La Provincia - dice Iacucci - lo scorso mese di dicembre, ho firmato un apposito atto di indirizzo per chiedere di procedere alla stabilizzazione degli ex percettori di mobilità in deroga. Dal mese di novembre, tra l'altro, hanno dovuto interrompere i tirocini a causa della diffusione della pandemia. Lavoratori che in questi anni hanno garantito servizi importanti all'interno della macchina amministrativa, sopperendo alle carenze di organico, pur rimanendo in uno stato di precariato. I sindaci hanno dimostrato di essere al loro fianco chiedendo la stabilizzazione dei lavoratori e rivolgendosi alla Regione per superare questo perenne stato di precarietà che va avanti dal 2008».

Iacucci, di fatto, sostiene la proposta del sindaco di Aprigliano, Alessandro Porco, che ha chiesto l'inserimento di uno strumento normativo per consentire agli Enti locali di stabilizzare questi lavoratori.

«Servono misure concrete - precisa il presidente della Provincia di Cosenza - c'è un rimpallo di responsabilità e, come sostiene Alessandro Porco, si potrebbe affidare alle amministrazioni locali la possibilità di decidere e occuparsi del futuro dei tirocinanti. In questo modo gli Enti saranno impegnati in prima persona e potranno assumere persone che svolgono attività di tirocinio ormai da anni, sono state formate per l'erogazione di importanti servizi e diventate fondamentali all'interno della macchina amministrativa».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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