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Papasso denuncia lo stato di degrado del Parco Archeologico di Sibari

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Il sindaco della Città di Cassano All’Ionio, Gianni Papasso segnala a chi di competenza lo stato di degrado in cui versa il Parco Archeologico dell’antica Sibari, invaso da erbacce che nascondono i resti della Polis e privo di guide turistiche a disposizione dei visitatori, nonchè le criticità sia organizzative per carenza di personale professionalmente abilitato a svolgere il ruolo di guida per illustrare all’utenza la storia del mito di Sibari e i rinvenimenti archeologici frutto di campagne di scavo esposti nelle teche museali, che strutturali, rilevate e denunciate da turisti e visitatori del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, privo del funzionamento dell’impianto di climatizzazione degli ambienti. Tale stato di abbandono, permane ancora all’indomani del rilancio della battaglia per il riconoscimento di Sibari nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco, che ha trovato corale comunione d’intenti, ai fini di centrare l’obiettivo, a livello interistituzionale a ogni livello e competenza, ha tenuto a sottolineare, con rammarico, il primo cittadino di Cassano, può indebolire l’istanza, se non addirittura nuocere ai fini di conseguire l’auspicato obiettivo finale. La constatazione di quanto “denunciato” è avvenuta durante un incontro che il sindaco Papasso, ha avuto presso il sito archeologico di Sibari, con Franco Corbelli del Movimento Diritti Civili, che quest’anno festeggia i suoi primi 25 anni di attività, il quale, com’è noto, nei giorni scorsi ha rilanciato, di concerto con l’amministrazione locale, la questione, che ha fatto registrare, tra l’altro, l’adesione della Regione Calabria, con in testa la Governatrice Jole Santelli, di Vittorio Sgarbi, del  Vice Ministro ai Beni Culturali, Orrico, della Provincia di Cosenza, con il Presidente Franco Iacucci, della Diocesi di Cassano Jonio, con il Vescovo Savino, delle organizzazioni sindacali, per fare il punto della situazione. Nell’occasione, il sindaco Papasso e Franco Corbelli, hanno ribadito la valenza della proposta dell’inserimento di Sibari, fondata nel 720 a.C., che fu la più ricca, popolosa e potente delle colonie achee nella Magna Grecia, nel Patrimonio Mondiale Unesco, anche in deroga alla cronologia dei siti in lista. Perché Sibari, città simbolo della Magna Grecia, è stato ribadito, già mito nell’antichità per la memoria dei suoi fasti e splendori ha attraversato tutti i tempi. Oggi, la Polis archeologica è inglobata in un grande parco di circa settecento ettari.  Gli storici, è stato ricordato, narrano che tra le ragioni del successo erano la liberalità dei Sibariti, soprattutto nel raccogliere nuove genti e nuove idee, nel sintetizzare conoscenze ed esperienze, nello stringere patti e alleanze tra i popoli. Nei prossimi giorni, è stato riferito dal sindaco Papasso, per illustrare le tesi a supporto della richiesta di inserimento di Sibari sotto tutela del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, è previsto un incontro nella Capitale presso il Ministero dei Beni Culturali, al quale parteciperanno anche altri autorevoli sostenitori del progetto.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.