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L'amore a chiamata si fa tra gli ulivi rossanesi

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di MARTINA FORCINITI Tutto per un pugno di monetine. Ma basta anche una ricarica telefonica. Anche qui, nella nostra Rossano, l’amore a chiamata si fa così. E non esistono poi tariffe da rispettare in quello che è un vero e proprio microcosmo pruriginoso che si concretizza grazie alle perversioni e ai vizi di una società che non ti aspetti. Perché a decidere di prestare il proprio corpo sono anche ragazzine, senza magnaccia che proteggono o impongono: qui la prostituzione è una questione di libere scelte. E se non ci si vende per necessità, lo si fa per appagare e appagarsi, a volte in nome di una curiosità morbosa dettata non tanto dagli istinti, quanto da una troppo giovane incoscienza. Diventa un hobby fin troppo divertente e vantaggioso perché si possa decidere di smettere. E seppur senza punte di malizia, la sessualità si fa gioco. Senza implicazioni. Senza filtri, né pudori. Ciò che conta è sapersi vestire di trasgressione, per offrire e – magari - ottenere piacere. E il tutto, naturalmente, rimane fuori dalle mura di casa. In nome di quella legge non scritta che regola i rapporti di chi compra sesso in strada, la libidine si consuma dietro un parabrezza. O, più spesso, nei meandri di quegli ulivi sempreverdi – belli da mozzare il fiato – che sono davvero le cattedrali verdi della nostra città. Eppure profanate, violate da quella ricerca del compiacimento corporeo che se rimane lontana dagli occhi, lo è anche proverbialmente dal cuore. Già, finché resta fuori dai giardini di casa, sembra sia inodore, non faccia rumore. A quel continuo via vai tra le fratte, vizioso e sregolato, pare non ci si faccia più caso. Si è consolidato negli anni: dai marciapiedi di quella villa comunale che dovrebbe odorare solo di infanzia, è passato a tronchi e fronde di uliveti violati e contaminati.  Coinvolgendo giovani donne – il più delle volte straniere – e uomini infelici, diventati passanti senza identità. Ma se ne lamentano in pochi. Qui è più facile puntare il dito contro i soliti noti e i soliti nodi, quelli che a pettinarli ci si prende più gusto. Perché per la miseria di chi sceglie la prostituzione come la strada più facile -   o di chi quel libero arbitrio strappato via a suon di botte e minacce, non lo conosce affatto – non ci sono soluzioni da trovare. Se è vero, come sembra che sia, che qui non si ha davvero voglia di cercarle. Almeno fino a quando questo indegno degrado non si avvicini alla soglia dei nostri decorosi vialetti.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.