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«Bergoglio sconfessa l'occidente e la "ciucciagine" dei suoi politici: la pace non si costruisce con la guerra»

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Se ne parla sommessamente da pochissimi giorni e, addirittura, nei primi giorni la libera e democratica stampa italiana, ed occidentale - va detto - ha sostanzialmente taciuto ma la portata storica dell'evento alla fine ha vinto.

Alla fine.

Perché poi - diciamocelo - per caso, qualcuno ha sentito in giro qualche commento, tra la democratica e libera stampa italiana, riguardo l'importantissima dichiarazione, di qualche giorno addietro, di Papa Francesco sulla guerra Russia-Ucraina?

Come non a tutti noto, purtroppo, per i motivi di cui prima, il Papa ha dichiarato in un'intervista che a forza di abbaiare da parte della Nato sotto casa di Putin è chiaro che questi prima o poi "giustamente" si incazzasse.

Papa Francesco ha poi espresso attraverso un intricato giro di parole, sempre usato dalla diplomazia vaticana quando non si vuole "urtare" la suscettibilità di qualcuno, la sua contrarietà all'invio di armi in Ucraina.

Qualcuno, tutto questo, lo ha letto sui titoli, vista l'importanza, della stampa di questi giorni?

Hanno riportato la dichiarazione, vero, ma non nei titoli, sapendo che il 99 per cento dei lettori legge solo, appunto, i titoli.

E nessuno che ne abbia parlato in tv.

Contrordine compagni, ha detto Bergoglio, tutto sbagliato, tutto da rifare. Così non si va da nessuna parte. Da cui l'endorsement a favore dell'Orso russo.

Perché il Vaticano lavora su tempi lunghi, lunghissimi, anni, se non decenni, addirittura secoli, è stato detto, non è mai stato impulsivo.

Ed ora ha cambiato idea se si vuole la pace. Ma nessuno ha divulgato.

E qualcuno tra le sale cinquecentesche della residenza papale, se la sarà certamente legata al dito, questa censura.

E tra Occidente e Vaticano s'è aperta una faglia enorme anche se passata nel silenzio quasi totale.

Con uno "sconfessamento" delle istanze occidentali e con un azzardo rischioso da parte delle gerarchie vaticane.

Ben sapendo, in Vaticano, che la glorificazione in Terra di Papa Francesco da parte del Pensiero unico occidentale dipende solo dalle dichiarazioni di Francesco. Come è avvenuto dal 2015 ad oggi. Ogni istanza del politicamente corretto fino ad oggi è stata infatti appoggiata dal pontefice. Fino ad attirare le ire, e non solo, del cattolicesimo tradizionalista che da più parti, oramai, parla di scisma. Perché un papa vicino alle istanze di chi il cattolicesimo vuole sconfitto è sempre piaciuto poco ad una nutrita parte dei fedeli.

Ma questo Francesco lo sa. Se questi smettesse di santificare il Pensiero unico si ritornerebbe a Ratzinger. Un ritorno al papa tedesco ovviamente improponibile ma Bergoglio ha cambiato direzione rispetto a quanto professato fino ad oggi.

Ha giustificato Putin (il Male assoluto) e bacchettato l'Occidente (il Bene).

Il cordone ombelicale con l'Occidente s'è spezzato. Finalmente direbbe qualcuno. Non certo in Occidente, che ha taciuto.

Quell'Occidente che fino ad oggi lo ha considerato il proprio Padre spirituale nelle istanze del Nuovo che comanda.

E così, senza accorgersene, in un attimo, l'Occidente si trova contro il Padre spirituale di cui prima.

Un Occidente, purtroppo per esso, mai così "infantile e manicheo" nei suoi atteggiamenti culturali (o con me o contro di me, o politicamente corretto o fascista) ed in mano a governanti che in questo momento non spiccano per spessore politico ed intelligenza nella guida (vedasi la Germania, dopo il ventennio sfolgorante della Merkel).

Si trova contro, l'Occidente, un Papa che fino a ieri considerava la sua Voce pagana e politically correct, la propria Voce, e che oggi li sconfessa per manifesta "ciucciagine".

Perchè serve qualcuno, e la Chiesa l'ha capito, che blocchi l'avvento dell'Apocalisse, quella nucleare, e che prenda in mano la situazione.

Ed ancora una volta lo ha fatto l'Istituzione più intelligente del mondo da diversi secoli. Che fino ad oggi, dicono i cattolici, ha goduto della protezione divina.

E speriamo la goda anche in questo presente e nel prossimo futuro.

Tonio De Pascali
Autore: Tonio De Pascali

è nato a Lecce dove, dopo la collaborazione con varie testate televisive regionali, ha lavorato nei quotidiani Nuovo Quotidiano di Puglia e Gazzetta del Mezzogiorno ed è stato tra i fondatori de L'Ora del Salento, il settimanale della Curia vescovile del capoluogo. Ha scritto guide turistiche di numerosi centri della Puglia. A Roma è stato componente dell'Ufficio Stampa della Regione Lazio e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Attualmente lavora presso il mensile Il Borghese, a Roma, ed ha scritto la biografia ufficiale di Giorgio Almirante, "La mia vita con Giorgio - donna Assunta racconta" - Casa editrice Pagine. Con Filippo de Jorio ha scritto "L'albero delle mele marcie" (storia della Prima Repubblica) e "Identikit di un omicidio" (storia e misteri del rapimento Moro).. E' in preparazione un saggio sulla seconda guerra mondiale. Si interessa di politica, esoterismo, storia dei Normanni, classici latini