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Festa del lavoro "senza lavoro". Il 1° maggio è virtuale e fa paura

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La Festa del lavoro del 2020 sarà di certo diversa dal solito: senza spiazzali e campi ricolmi di uomini e donne; senza griglie in ghisa e tavolini addossati nelle aree attrezzate e - per la prima volta, si teme - senza lavoro

di MARTINA FORCINITI C'erano una volta i palchi, la musica d'autore, tradizionali cortei e bandiere rosse in vista. Quest'anno gli italiani dovranno farne a meno, relegando le proprie storie di libertà e dignità del lavoro a un 1° maggio inedito, insolitamente taciturno. Declinato al virtuale. Il silenzio assordante delle piazze - vuote e scarne come ai tempi della guerra - troverà la sua "compensazione" in dibattiti sindacali in rete, concertoni declinati in show televisivi e comizi recitati da piattaforme di live streaming piuttosto che dalle ordinarie sopraelevate di cemento. La Festa del lavoro del 2020 sarà di certo diversa dal solito: senza spiazzali e campi ricolmi di uomini e donne; senza griglie in ghisa e tavolini addossati nelle aree attrezzate e - per la prima volta, si teme - senza lavoro. Il Coronavirus ha costretto gli italiani a ripensare priorità, affetti, la natura del lavoro stesso che - come ha sottolineato le stesso segretario della Cgil Maurizio Landini - "non può più essere considerato un mero fattore di produzione" e in questo senso i nuovi modi di lavorare, come quello da casa, dovranno diventare oggetto di discussione, riconsiderazione, contrattazione: “Il lavoro è lavoro, in qualsiasi luogo si svolga”. Gli italiani si trovano fra l'incudine del rischio contagio e il martello di un lavoro in bilico: hanno paura, non li si può biasimare. Temono la ripartenza mentre nel Paese si continua a morire; e allo stesso tempo le crisi che verranno mentre non si sono ancora risolte le vecchie. Sono milioni i lavoratori in cassintegrazione o che rischiano di ritrovarsi senza un impiego, bloccati sulla linea di demarcazione fra il morire di polmonite e il morire di fame. Ma se oggi, giornata di festa rassegnata, c'è ancora un filo di speranza che possiamo riannodarci alle dita è quello che si snoda non solo dal calo consistente degli italiani attualmente positivi al virus da Wuhan, ma dal nostro spirito di sacrificio, dalle "pillole" di coraggio e resistenza alle difficoltà che la nostra gente ha donato alla storia. E che ci ricordano ogni giorno - anche quando domina il terrore per il presente - che l'Italia sa lottare, incassare i colpi e rialzarsi; ognuno con la sua personale capacità di sacrificio, ma nel segno di una comunità più intensamente unita. Pronta a ricominciare. Tutti insieme e, oggi più che mai, senza scontri di classe. Buon 1° maggio.    
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.