Tra scienza e società: la complessità del mondo contemporaneo al centro di un convegno
Al Circolo Culturale Rossanese un convegno sui problemi globali tra scienza, ambiente e società. Il relatore Giovinazzo analizza la complessità del presente e il ruolo dell’uomo tra cambiamenti climatici, tecnologia e cooperazione internazionale
CORIGLIANO-ROSSANO - Al Circolo Culturale Rossanese si è svolto un convegno dedicato ai problemi del mondo contemporaneo, analizzati nella loro dimensione fisica, biologica e sociale. L’iniziativa è stata organizzata dal Rotary Club Rossano Bisantium insieme al Circolo.
Ad aprire l’incontro sono stati Antonio Guarascio, presidente del Circolo, e Pasquale Di Vico, presidente del Rotary Club, che hanno portato i saluti istituzionali. L’introduzione dei lavori è stata affidata al socio Rosario Aloe.
Relatore della serata Giosuè Giovinazzo, anch’egli socio del Rotary e del Circolo, che - come riferisce Iemboli nel resoconto dell'evento - ha affrontato il tema dell’“architettura dell’invisibile”, spiegando con linguaggio semplice la complessità dell’argomento e rendendolo comprensibile ai presenti.
Nel corso dell’intervento, Giovinazzo ha parlato della “danza degli atomi, delle cellule e delle persone”, sottolineando come tutto sia tenuto insieme da relazioni profonde. Ha evidenziato inoltre che i problemi del mondo contemporaneo, dalla crisi climatica alle disuguaglianze economiche, fino all’automazione e all’intelligenza artificiale, risultano sempre più complessi e interconnessi.
Secondo quanto riportato nella nota, il relatore ha sottolineato la necessità di nuove competenze e di risposte coordinate a livello internazionale, anche in relazione a fenomeni come conflitti e migrazioni. Ha quindi evidenziato l’importanza della collaborazione tra esseri umani e scienza, insieme a un’educazione orientata alla consapevolezza.
Giovinazzo ha inoltre spiegato che il mondo fisico è regolato da leggi universali, mentre gli organismi viventi e le società umane rappresentano sistemi complessi, caratterizzati da interconnessione, adattabilità e non linearità. In questo contesto - riporta Iemboli - «piccole cause possono generare grandi effetti».
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dell’uomo, descritto come soggetto attivo e responsabile, capace di adattarsi e contribuire alla costruzione di un futuro migliore, con un ruolo definito “multifacetato”.
Nella parte conclusiva, il relatore ha richiamato il concetto dei limiti biologici e ambientali, sottolineando - come riportato nell’articolo - che «l’ambiente non è un deposito di risorse ma un supporto che definisce i confini entro i quali la vita e l’economia possono esistere».
Infine, Giovinazzo ha indicato la necessità di trovare un equilibrio tra giustizia e sopravvivenza, evidenziando come la complessità sociale richieda il coordinamento di molteplici volontà individuali entro limiti fisici e ambientali ben definiti.