Cassano, incarico ex art. 110 al Settore tecnico: l’opposizione attacca Iacobini
Il caso nasce da un’interpellanza del novembre scorso e torna dopo l’avvio della procedura selettiva. Nel mirino la scelta di ricorrere a una figura esterna
CASSANO JONIO - Nella città delle Terme si apre un nuovo fronte politico sull’incarico ex articolo 110 del Testo unico degli enti locali per il Settore tecnico. La questione, sollevata nei mesi scorsi dall’opposizione socialista con un’interpellanza, torna ora al centro del dibattito dopo l’avvio della procedura per il conferimento dell’incarico a un Funzionario di elevata qualificazione.
Il nodo politico riguarda la scelta dell’Amministrazione di ricorrere a una figura esterna per il Settore tecnico, nonostante, secondo la minoranza, all’interno del Comune siano già presenti professionalità qualificate tra architetti, ingegneri, geometri e funzionari selezionati tramite concorso pubblico.
L’interpellanza era stata presentata il 30 novembre 2025 e illustrata in Consiglio comunale dal consigliere Davide Papasso. Nel documento venivano sollevati dubbi sulla convenienza amministrativa dell’operazione, sulla valorizzazione del personale interno, sui possibili costi aggiuntivi e sul rispetto dei principi di economicità, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa.
Secondo la ricostruzione dell’opposizione, durante il confronto consiliare il sindaco Gianpaolo Iacobini avrebbe respinto con ironia i rilievi della minoranza, sostenendo di dover rispondere a intenzioni che non sapeva nemmeno di avere. Una battuta che oggi, secondo i socialisti, sarebbe stata superata dagli atti amministrativi successivi.
Il riferimento è alla determinazione n. 230 del 20 aprile 2026, con cui il Comune di Cassano all’Ionio ha avviato la procedura per l’incarico ex art. 110, comma 1, del TUEL, destinato al Settore tecnico. Successivamente, con determina n. 303 del 15 maggio 2026, sarebbero stati approvati i verbali della commissione esaminatrice e certificata la conclusione della selezione.
Per l’opposizione, dunque, gli atti confermerebbero la fondatezza delle preoccupazioni espresse mesi prima. Il punto non è soltanto tecnico-amministrativo, ma politico: la minoranza contesta la scelta di ricorrere all’esterno invece di rafforzare e valorizzare le risorse già presenti nell’organico comunale.
Nel documento viene evidenziato anche un altro passaggio: a fronte di oltre dieci domande di partecipazione, alla selezione si sarebbe presentato un solo candidato. Un dato che, secondo l’opposizione, indebolirebbe il carattere realmente comparativo della procedura e alimenterebbe ulteriori interrogativi politici sull’esito finale.
La minoranza collega poi la vicenda al ritorno di un tecnico già chiamato dall’esterno in passato, negli anni in cui l’attuale assessore regionale Gianluca Gallo esercitava un forte ruolo politico sulla città. Una lettura che l’opposizione usa per contestare l’autonomia decisionale dell’Amministrazione Iacobini e per evocare il peso degli equilibri politici regionali sulle scelte locali.
Nel merito, Papasso aveva proposto strade alternative: aumentare le progressioni verticali dei dipendenti, rafforzare la Polizia municipale portando gli agenti da 18 a 36 ore, incrementare l’orario degli ex TIS oppure destinare eventuali incarichi esterni a figure ritenute realmente mancanti, come un manager turistico coerente con la vocazione della città.
La vicenda dell’articolo 110 diventa così un caso politico più ampio. Da una parte l’Amministrazione, che attraverso gli atti ha portato avanti la procedura; dall’altra l’opposizione, che rivendica di aver sollevato per tempo il tema e accusa il sindaco di essere stato smentito dalla stessa macchina amministrativa.
Ora il confronto si sposta sul piano della trasparenza, dell’opportunità e dell’efficacia della scelta. Perché al di là della polemica d’aula, resta una domanda centrale: in un Comune con professionalità interne già presenti, il ricorso a una figura esterna rappresenta davvero una necessità amministrativa o una decisione politica?