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Autovelox, ora arriva anche un ricorso alla Corte dei Conti per verificare possibili danni erariali

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TREBISACCE - La vicenda degli autovelox lungo la Statale 106 nei tratti a nord di Sibari arriva alla fase delle rivendicazioni. Dopo le recenti sentenze del Giudice di Pace di Trebisacce (ne abbiamo parlato qui), che hanno annullato ingiunzioni di pagamento legate a verbali per eccesso di velocità, Cittadinanzattiva Calabria porta il caso davanti alla Procura regionale della Corte dei Conti.

L’associazione, attraverso il segretario regionale per la Calabria, Giuseppe Corrado, ha trasmesso una segnalazione formale non solo alla magistratura contabile, ma anche ai Comuni di Roseto Capo Spulico e Villapiana, alla Prefettura di Cosenza, alla Regione Calabria e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il punto sollevato è chiaro: se gli enti hanno continuato a notificare atti, ingiunzioni o procedure esecutive pur in presenza di carenze negli atti presupposti, potrebbero aprirsi profili di responsabilità amministrativo-contabile. Non solo, quindi, un problema per gli automobilisti sanzionati, ma anche una possibile questione di danno per le casse pubbliche.

La presa di posizione nasce dalle pronunce del Giudice di Pace di Trebisacce, che hanno evidenziato criticità procedurali, in particolare sulla mancata prova della corretta notificazione degli atti originari. E questo per Cittadinanzattiva, dovrebbe bloccare tutte le pretese sanzionatorie a meno che non siano pienamente rispettate le garanzie previste dalla legge.

«Abbiamo ritenuto doveroso intervenire preventivamente affinché le istituzioni competenti possano verificare tempestivamente eventuali anomalie amministrative», dichiara Corrado. L’obiettivo, spiega, è evitare che altri cittadini siano costretti a difendersi in giudizio per far valere i propri diritti e, allo stesso tempo, prevenire ulteriori costi per la collettività.

Nella segnalazione, l’associazione richiama diversi possibili nodi: carenze nell’istruttoria amministrativa, omissioni nei controlli interni, mancata verifica della regolarità delle notifiche, prosecuzione di attività sanzionatorie prive dei necessari presupposti giuridici e condotte capaci di determinare soccombenze giudiziarie con conseguenti condanne alle spese.

Infatti, ogni atto annullato, ogni contenzioso perso, ogni procedura costruita su basi fragili può produrre un doppio effetto negativo: da un lato il danno al cittadino, costretto a impugnare; dall’altro l’aggravio per l’ente pubblico, chiamato a sostenere costi amministrativi e giudiziari per procedimenti poi dichiarati illegittimi.

Cittadinanzattiva Calabria chiede quindi agli enti interessati una verifica straordinaria interna su tutti i procedimenti analoghi e la valutazione dell’annullamento in autotutela degli atti viziati. Una strada che, secondo l’associazione, consentirebbe di ridurre nuovo contenzioso, evitare ulteriori esborsi pubblici e ristabilire piena trasparenza amministrativa.

Corrado precisa che l’iniziativa non mette in discussione la sicurezza stradale. Il tema, sostiene, è un altro: il rispetto delle regole da parte della Pubblica Amministrazione. «Il nostro intervento non è contro la sicurezza stradale, che resta un interesse pubblico primario, ma a favore della legalità amministrativa, della trasparenza e della tutela dei cittadini consumatori».

Il caso, dunque, si sposta su un crinale molto più ampio rispetto alla singola multa. La domanda non è se gli autovelox servano o meno a prevenire incidenti ma se gli strumenti usati per sanzionare siano stati gestiti secondo procedure corrette, verificabili e pienamente legittime.

Ora la palla passa agli enti destinatari della segnalazione e alla Corte dei Conti, chiamata a valutare eventuali profili di propria competenza. Cittadinanzattiva fa sapere che continuerà a monitorare l’evoluzione della vicenda e non esclude ulteriori iniziative istituzionali.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.