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Bandiere Blu, Corigliano-Rossano raddoppia: c'è anche la spiaggia di Schiavonea

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CORIGLIANO-ROSSANO - La terza città della Calabria raddoppia la Bandiera Blu. Dopo il riconoscimento già assegnato lo scorso anno al litorale di Sant’Angelo, nel 2026 entra anche Schiavonea, cuore balneare e popolare della città. È questa la notizia più forte per Corigliano-Rossano: non più un solo tratto costiero premiato, ma due litorali che portano il vessillo FEE dentro una geografia urbana e turistica molto più ampia.

Il riconoscimento arrivato in questi minuti a Roma, dove è riunita l'Assemblea nazionale della FEE, presieduta dal presidente Claudio Mazza, alla presenza del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, nell’anno in cui la Calabria compie uno dei balzi più significativi a livello nazionale, salendo a 27 località Bandiera Blu e affiancando la Puglia alle spalle della Liguria, che resta prima in Italia. Le new entry regionali sono quattro: Amendolara, Montegiordano, Falerna e Locri. Per il Nord-Est calabrese, però, il dato più interessante è proprio l’ingresso di Amendolara e Montegiordano, che rafforzano ulteriormente la dorsale ionica sibarita.

Il quadro territoriale, a questo punto, diventa molto più robusto. Nella Calabria del Nord-Est si contano otto comuni Bandiera Blu: Corigliano-Rossano, Cariati, Villapiana, Trebisacce, Roseto Capo Spulico, Rocca Imperiale, Amendolara e Montegiordano. Se a questi si aggiunge il raddoppio interno di Corigliano-Rossano, con Sant’Angelo e Schiavonea, il risultato assume un valore che va oltre la singola premiazione.

Ovviamente non si parla soltanto di mare pulito. La Bandiera Blu non è una medaglia estetica da issare all’inizio dell’estate, ma un riconoscimento che tiene insieme qualità delle acque, depurazione, gestione ambientale, raccolta differenziata, servizi, sicurezza, accessibilità, educazione ambientale, arredo urbano e sostenibilità. In altre parole, misura la capacità di un Comune di governare la propria costa, non solo di vantarsene.

E Corigliano-Rossano, al netto delle critiche, fa la voce grossa non solo sul territorio ma sull'intero tratto costiero calabrese. Sant’Angelo aveva già aperto la strada. Schiavonea, invece, rappresenta il salto più atteso e più simbolico: il lungomare più vissuto, più identitario, più frequentato, ma anche quello che più di altri ha bisogno di servizi, ordine, qualità urbana e visione turistica. Vederlo entrare nel perimetro Bandiera Blu significa riconoscere un avanzamento, ma anche alzare l’asticella delle responsabilità. A ritirare il vessillo stamani a Roma ci sono il sindaco Flavio Stasi e l'assessore al Turismo Costantino Argentino.

Schiavonea, infatti, non è una località balneare qualunque. È il luogo della marina storica, del porto, della pesca, della movida estiva, del turismo familiare e popolare, delle contraddizioni e delle potenzialità ancora non pienamente espresse. Portare lì il vessillo significa dire che la sfida non è più soltanto ottenere il riconoscimento, ma trasformarlo in standard permanente.

L’ingresso di Amendolara e Montegiordano aggiunge un altro tassello decisivo. L’Alto Ionio, che già contava su Trebisacce, Roseto Capo Spulico e Rocca Imperiale, si rafforza con due nuove località e costruisce una continuità costiera sempre più evidente. Non più comuni isolati che avanzano singolarmente, ma un tratto di Jonio cosentino che può iniziare a proporsi come corridoio turistico-ambientale riconoscibile.

Il 2026 consegna al Nord-Est calabrese una mappa molto più forte. Corigliano-Rossano raddoppia. Amendolara e Montegiordano entrano. L’Alto Ionio si allarga. La Sibaritide conferma il proprio peso. Ora bisogna decidere se queste Bandiere Blu resteranno simboli da esporre o diventeranno finalmente la base di una destinazione turistica vera.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.