Co-Ro/Cosenza, bus sempre più cari e lenti: cresce il malcontento tra studenti e lavoratori
Da un lato i rincari, dall'altro i viaggi interminabili. Raggiungere ogni giorno Cosenza e Rende è diventata un'impresa sfiancante per centinaia di pendolari della Sibaritide, costretti a viaggiare solo su gomma
CORIGLIANO-ROSSANO - Viaggiare ogni giorno dalla costa jonica verso Cosenza e Rende sta diventando un lusso che molti studenti e lavoratori faticano ormai a sostenere. Sulla tratta Corigliano-Rossano–Rende/Cosenza, percorsa quotidianamente da centinaia di pendolari diretti all’università e sui luoghi di lavoro del capoluogo bruzio, i costi dei biglietti - in tutte le imprese di autolinee del territorio - continuano ad aumentare vertiginosamente, mentre i tempi di percorrenza si allungano sempre di più.
Oggi, una singola corsa verso Cosenza arriva a costare 8 euro (solo poche settimane fa il costo era di 6,20 €), mentre per raggiungere Rende il prezzo si attesta sui 7,30 euro. Una spesa che, se moltiplicata per le varie corse di andata e ritorno, più volte al mese, pesa enormemente sui bilanci delle famiglie calabresi, soprattutto di studenti universitari e lavoratori precari.
A preoccupare, però, non è soltanto il caro-trasporti (dovuto sicuramente anche alla crisi energetica e all'aumento dei costi del carburante). Negli ultimi mesi anche la durata del viaggio sarebbe aumentata sensibilmente. Con le modifiche alla viabilità nell’area urbana di Rende, infatti, i pullman provenienti dall'area urbana di Rossano impiegano oggi circa 2 ore e 10 minuti per raggiungere il centro di Cosenza. Un tempo considerato eccessivo dai pendolari, costretti spesso a partire all’alba e a rientrare a casa in tarda serata.
«Paghiamo di più per un servizio più lento e inefficiente», lamenta uno studente che ogni giorno frequenta la tratta diretta verso il capoluogo. Il disagio diventa ancora più evidente considerando la mancanza di valide alternative al trasporto su gomma. Per gran parte dei residenti della fascia jonica cosentina, infatti, il bus resta l’unico mezzo realmente disponibile per raggiungere l’Università della Calabria, gli uffici pubblici o i luoghi di lavoro nell’area urbana.
Le conseguenze si riflettono sia sull’economia delle famiglie che sulla qualità della vita dei pendolari. Ore trascorse in viaggio, coincidenze difficili, costi elevati e ritardi frequenti trasformano quello che dovrebbe essere un normale spostamento quotidiano in una vera e propria corsa a ostacoli.