Dissesto idrogeologico a Co-Ro: finanziato l’intervento sulla frana di Acqua del Fico-Ceradonna
L’opera, anche se non rientra direttamente nel piano di mitigazione del rischio idrogeologico e non risolve la questione relativa alla bonifica del fiume, rappresenta comunque un ulteriore tassello nella strategia di messa in sicurezza del territorio
Dissesto idrogeologico, finanziato l’intervento sulla frana di Acqua del Fico-Ceradonna
CORIGLIANO-ROSSANO - A quasi dieci anni dalla devastante alluvione del 12 agosto 2015, il territorio di Corigliano-Rossano continua a fare i conti con i danni provocati da quella terribile inondazione. Tra queste c’è quella del torrente Fellino e dell’area di Acqua del Fico, una delle zone più colpite e vulnerabili del territorio. Qui la furia dell’acqua provocò frane, esondazioni, isolamento di contrade e danni enormi alle infrastrutture.
Negli anni, nonostante alcuni interventi tampone e opere di manutenzione, il rischio idrogeologico è rimasto elevato, tanto che più volte cittadini e amministratori hanno denunciato la necessità di opere strutturali capaci di mettere realmente in sicurezza il territorio. Nel settembre del 2023 era stato completato un primo intervento di ripristino sul Fellino, considerato però insufficiente rispetto alla vastità delle criticità ancora presenti lungo gli alvei e nelle aree montane interessate dalle frane.
Ora arriva un nuovo intervento sul fronte della messa in sicurezza di una delle infrastrutture viarie colpite. Ad annunciarlo è stato il sindaco Flavio Stasi, che ha comunicato l’ottenimento di un finanziamento ministeriale da 1,2 milioni di euro destinato alla sistemazione della frana che dal 2015 insiste sulla strada Acqua del Fico-Ceradonna.
L’arteria montana rimasta compromessa dopo il violento nubifragio del 12 agosto 2015 provocò cedimenti, isolamento di contrade e danni diffusi in diverse aree della città. «Quel masso di calcestruzzo – ha dichiarato il sindaco facendo riferimento ai danni provocati dall’alluvione - è lì dal 2015, da quando il terribile alluvione di agosto fece franare anche la strada Acqua del Fico-Ceradonna, isolando contrade e chiudendo una via bellissima per la montagna».
Stasi ha ricordato come, sin dall’insediamento dell’attuale amministrazione comunale, sia stato approvato «un progetto complessivo sulle numerose frane esistenti» e come nel frattempo siano stati effettuati diversi interventi provvisori per evitare l’aggravarsi delle criticità.
«Abbiamo continuato a provarci – ha aggiunto – e l’ultimo decreto del Ministero dell’Interno, finalmente, ci ha concesso il finanziamento di 1,2 milioni per questo intervento che restituirà sicurezza e valore all’intera area».
L’opera, anche se non rientra direttamente nel più ampio piano di mitigazione del rischio idrogeologico e non risolve la questione relativa alla bonifica del fiume, rappresenta comunque un ulteriore tassello nella strategia di messa in sicurezza del territorio.
«L’ennesimo finanziamento intercettato per la messa in sicurezza del territorio, l’ennesimo intervento che abbiamo progettato, finanziato e che metteremo a terra», ha concluso Stasi.
L’auspicio della comunità resta quello di vedere finalmente completato un sistema organico di opere capace di ridurre in maniera concreta il rischio idrogeologico in un’area che, ancora oggi, continua a convivere con le conseguenze di quell’alluvione che cambiò per sempre il volto del territorio rossanese.