Longobucco, l’opposizione attacca sui mutui: «Cassa subito, debiti per il futuro»
Il gruppo Per la Rinascita di Longobucco contesta la rinegoziazione dei mutui approvata dalla Giunta Pirillo e annuncia l’accesso agli atti e l’esposto alla Corte dei Conti
LONGOBUCCO - Scontro politico a Longobucco sulla rinegoziazione dei mutui comunali. Il gruppo di opposizione Per la Rinascita di Longobucco, guidato da Eugenio Celestino, accusa la Giunta Pirillo di aver approvato un’operazione finanziaria che, secondo la minoranza, garantirebbe liquidità immediata al Comune ma scaricherebbe nuovi costi sugli anni successivi.
La posizione è contenuta in una nota diffusa dal gruppo consiliare, che definisce la scelta dell’Amministrazione «un danno economico per tutti i cittadini» e parla di Comune usato come un «bancomat»: risorse disponibili subito, ma maggiori oneri nel futuro.
Secondo quanto sostiene l’opposizione, l’operazione consentirebbe oggi di liberare 59mila euro, ma dal 2028 produrrebbe un aggravio complessivo pari a 81.228,76 euro. Da qui l’accusa politica rivolta alla maggioranza: quella di aver scelto una soluzione utile nell’immediato, ma penalizzante per i conti futuri dell’Ente.
Il punto più pesante della contestazione riguarda il parere del Revisore unico dei conti. Nella nota, Per la Rinascita di Longobucco richiama il verbale n. 64/2026, sostenendo che la rinegoziazione sarebbe stata certificata come non conveniente. In particolare, secondo la minoranza, l’operazione comporterebbe 22.148,85 euro di interessi in più e un irrigidimento della spesa capace di limitare la capacità di investimento del Comune nei prossimi anni.
Non è solo una questione economica. Il gruppo guidato da Celestino solleva anche un rilievo procedurale, sostenendo che la delibera sarebbe stata approvata nella notte del 24 aprile, quando i termini per la trasmissione a Roma sarebbero già scaduti. Una circostanza che, secondo l’opposizione, aprirebbe un ulteriore fronte di criticità sulla legittimità dell’operazione.
La minoranza annuncia quindi di aver già attivato l’accesso agli atti e preannuncia un passaggio alla Procura regionale della Corte dei Conti. Una scelta che sposta la vicenda dal piano del confronto politico a quello del possibile controllo contabile sull’operazione deliberata dall’Amministrazione.
Per la Rinascita di Longobucco parla di una scelta che rischierebbe di «ipotecare» il futuro del Comune e accusa la maggioranza di incapacità di programmazione. Il bersaglio politico è chiaro: la Giunta Pirillo, accusata di cercare margini di cassa immediati in vista della prospettiva amministrativa dei prossimi anni.
Ora la vicenda è destinata ad aprire un nuovo fronte nel dibattito politico longobucchese. Da una parte l’Amministrazione, chiamata a spiegare ragioni, numeri e convenienza della rinegoziazione; dall’altra l’opposizione, che promette battaglia sugli atti e sui conti. Al centro resta il tema più sensibile per ogni Comune: quanto costa oggi fare cassa e chi pagherà davvero il conto domani.