Cariati, Le Lampare attaccano: «Bilancio approvato nonostante il parere negativo del Revisore dei Conti»
Il gruppo di minoranza: «Altro che rilancio: è un documento di sopravvivenza politica tra disavanzi, riscossione confusa e problemi irrisolti»
CARIATI – «A Cariati ormai è diventata una consuetudine approvare il Bilancio senza tenere conto del parere negativo del Revisore dei Conti». È duro l’affondo del Gruppo Consiliare delle Lampare dopo l’approvazione del documento finanziario da parte della maggioranza consiliare.
Nel comunicato, il gruppo di opposizione evidenzia come il Revisore dei Conti abbia addirittura suggerito «di ritirare e riformulare il documento contabile», ma la maggioranza avrebbe comunque deciso di procedere con l’approvazione. «Lo hanno fatto con la solita postura: testa alta, sorrisi tirati, frasi di circostanza e quella straordinaria capacità di trasformare ogni problema in “va tutto bene”».
Secondo Lampare, l’Amministrazione starebbe vivendo una fase di «autocelebrazione permanente», tentando di raccontare «una Cariati immaginaria» fatta di annunci e propaganda che, però, non riuscirebbero a nascondere «il fallimento amministrativo di una maggioranza che porta avanti un bilancio sottosopra».
Nel mirino finiscono anche alcune opere e interventi ritenuti marginali rispetto alle vere emergenze cittadine. «Un marciapiede – fatto pure male – non cancella la realtà di un ospedale che deve tornare a funzionare. Un rattoppo non libera il porto dalla sabbia. Una foto non eroga acqua pulita nelle case della cittadinanza».
Il Gruppo Lampare sottolinea come restino aperte questioni fondamentali quali sanità, porto, tributi, riscossione, manutenzione urbana e servizi essenziali. «Chi ambisce a fare il sindaco dovrebbe capire che amministrare non significa inseguire la vetrina del momento o atteggiarsi con la fascia tricolore, ma avere delle priorità e risolvere i problemi reali della città».
Secondo i consiglieri di opposizione, quello approvato «non è un bilancio di rilancio, né di visione», ma «un bilancio di sopravvivenza politica e galleggiamento amministrativo», appesantito da disavanzo, criticità nella riscossione e una gestione definita poco trasparente.
Durante il Consiglio comunale, Lampare riferisce di aver chiesto chiarimenti su diversi aspetti: «disavanzo, fondi di copertura, IMU, TARI, riscossione, cartelle pazze, investimenti, cronoprogrammi e gestione dei pagamenti». Ma, secondo il gruppo, la risposta della maggioranza sarebbe stata soltanto una: «Approvare. Approvare. Approvare comunque».
Nel comunicato si torna anche sul tema delle cosiddette “cartelle pazze”, degli invii duplicati e delle contestazioni errate ai contribuenti. «Non è più accettabile che le persone vengano costrette a dimostrare pagamenti già effettuati. Quando i conti non tornano, la pressione fiscale aumenta. Quando la riscossione non è ordinata, i cittadini devono rimediare agli errori altrui». La conclusione è netta: «Tanta narrazione, poca solidità, nessuna trasparenza».