Regione Calabria, Greco vota contro il bilancio Aterp: «A rischio il diritto alla casa»
Nel dibattito la consigliera regionale spiega le ragioni del voto contrario e dell’astensione sulla riforma del commercio. Respinti gli emendamenti per l’Osservatorio infanzia e sì alle leggi sul demanio marittimo
CATANZARO - Una seduta lunga e densa, con sei interventi su dieci punti all’ordine del giorno. Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva e Presidente del Gruppo consiliare, ha votato ogni provvedimento senza preclusioni ideologiche.
«La maggioranza si aspetta che l’opposizione voti sempre contro, o sempre a favore per non disturbare - afferma Greco -. Io studio i testi, ascolto le audizioni, faccio le domande. Poi voto quello che ritengo giusto votare. Oggi ho votato contro sull’ATERP, mi sono astenuta sul commercio, ho votato a favore sulle due leggi balneari».
Aterp: il diritto alla casa non è una voce di bilancio
Sul bilancio di previsione 2026–2028 dell’Aterp Calabria, Greco ha votato contro. Non solo per i rilievi tecnici degli organi di controllo, rimasti in larga parte irrisolti, ma per una questione di fondo.
«L’Aterp non è un’agenzia immobiliare - dice Greco -. È l’ente che dovrebbe garantire il diritto alla casa a chi non può permettersela. Quello che emerge dal bilancio è invece una logica di valorizzazione economica del patrimonio, come se quegli alloggi fossero un asset da mettere a reddito. Quegli immobili sono stati costruiti con i soldi di tutti i calabresi, per rispondere a un bisogno sociale. Sottrarlo a quella funzione significa venir meno a un principio costituzionale, non solo a una scelta politica». «C’è poi il problema del personale, che è gravissimo - aggiunge -. Con una struttura così sottodimensionata non si riesce a fare neanche la manutenzione ordinaria, figuriamoci attuare programmi complessi con fondi europei. Il bilancio è formalmente in equilibrio, ma dietro ci sono decine di raccomandazioni che nessuno sta affrontando».
Commercio: serve una riforma, non un aggiornamento parziale
Sulla modifica della deliberazione consiliare sulle medie e grandi strutture di vendita, il voto di Greco è stato di astensione. «La normativa del 2000 è superata, su questo siamo tutti d’accordo — spiega Greco —. Ma il modo in cui si interviene è sbagliato. Si eliminano i vincoli senza costruire una nuova disciplina complessiva. Non è stato fatto nessuno studio su cosa succede ai centri storici, alle botteghe, al commercio di prossimità, quando si liberalizza la grande distribuzione. Dall’audizione in commissione dei rappresentanti di Confcommercio abbia appreso che esiste già un lavoro avanzato per un Testo unico del commercio. Si faccia quello, non un intervento spot su una delibera di vent’anni fa».
Osservatorio infanzia, invarianza finanziaria come alibi
Sulla proposta di legge di modifica della legge regionale n. 2 del 2017, Greco ha presentato cinque emendamenti, tutti respinti dalla maggioranza. «Quell’Osservatorio è stato istituito nel 2017 e non si è riunito una volta sola in quasi dieci anni — ricorda Greco —. Con questa legge abbiamo cambiato il nome e aggiunto due pediatri. Nulla di più. Nessuna risorsa, nessun criterio per scegliere chi ci siede dentro, nessun meccanismo per far funzionare le sedute. I miei emendamenti chiedevano cose semplici: che il dipartimento competente assicurasse supporto tecnico, che i componenti da nominare avessero almeno cinque anni di esperienza documentata, che le sedute avessero un quorum minimo per essere valide, che ci fosse una relazione annuale con qualcuno responsabile di presentarla. Tutto bocciato».
«Il problema non è questa legge soltanto — aggiunge —. È un metodo. Si presentano proposte ad invarianza finanziaria come se bastasse scrivere una norma per risolvere un problema. Senza soldi non funziona niente, e questa maggioranza lo sa benissimo».
Demanio marittimo, sì ai lavoratori, no all’emergenza come sistema
Sulle due proposte di legge in materia di demanio marittimo, Greco ha votato a favore di entrambe. «Ho visto con i miei occhi cosa ha fatto il ciclone Harry alle aziende balneari. Ho parlato con quegli imprenditori, ho visto famiglie che avevano investito una vita sul mare e si sono ritrovate senza stabilimento, senza certezze, senza sapere se possono ripartire — dice Greco —. Per loro ho votato a favore, e lo rifarei nonostante ci sia un rischio reale di impugnativa governativa, ma è necessario assumersi la responsabilità politica non solo di sostenere una intera categoria e tutto l’indotto, ma anche i Comuni i Sindaci e gli uffici tecnici che vengono caricati di responsabilità enormi senza le mappe, le banche dati, le risorse per farle fronte». «L’erosione costiera in Calabria non è un’emergenza dell’ultimo anno, è un problema strutturale che si trascina da decenni — conclude —. Ogni anno gestiamo i danni, ogni anno si riparte da capo. Finché non si costruisce una strategia organica, fatta di programmazione, manutenzione e monitoraggio continuo, saremo sempre a rincorrere il mare invece di difenderlo».