Sant’Angelo, il Comune mette a bando due locali nell’anfiteatro Rino Gaetano
Procedura pubblica per affidare due immobili commerciali sul lungomare: previsti bar, ristorazione e cocktail bar. Ma sul Lotto 1 pesa un contenzioso civile pendente
CORIGLIANO-ROSSANO - Il Comune di Corigliano-Rossano prova a rimettere in funzione due spazi commerciali all’interno dell’anfiteatro Rino Gaetano, nel cuore del Lido Sant’Angelo. È stata avviata la pubblicazione del bando per l’affidamento in locazione di due immobili comunali destinati ad attività di somministrazione di alimenti e bevande, con l’obiettivo di riattivare una porzione strategica del lungomare rossanese.
L' atto è stato pubblicato ieri (8 maggio), insieme a tutta la documentazione prevista per la richiesta di assegnazione, nella pagina dell’Albo Pretorio online dalla home page del portale istituzionale. Il procedimento riguarda due locali collocati nell’area dell’anfiteatro intitolato a Rino Gaetano, nelle strutture commerciali del Parco, su viale Mediterraneo, in una zona che da anni attende una gestione più ordinata e continuativa degli spazi pubblici.
I locali messi a bando sono due. Il Lotto 1 corrisponde all’immobile identificato come locale numero 6 nella planimetria, sul lato sud-ovest dell’area. Il Lotto 2 riguarda invece il locale numero 4, sul lato sud-est. Entrambi ricadono sul foglio 7, particella 1115, e saranno destinati ad attività commerciali legate alla ristorazione e alla somministrazione.

La differenza tra i due lotti è nella funzione prevista. Per il Lotto 1 il contratto indica un’attività di bar senza ristorazione, con annesso laboratorio artigianale per prodotti di pasticceria, quindi una cornetteria, oltre a edicola e commercio al dettaglio non specializzato di articoli estivi, calzature, souvenir e accessori. Il Lotto 2, invece, è pensato per ristorazione con somministrazione di alimenti e bevande in formula lounge cocktail bar.
Non si tratta solo di due locali da affidare. La procedura dice qualcosa di più sul futuro dell’area Sant’Angelo: il Comune punta a costruire un presidio commerciale stagionale ma stabile, capace di accompagnare almeno la fase più intensa dell’anno turistico. Il contratto prevede infatti un periodo minimo di apertura di sei mesi, dal primo aprile al 30 settembre di ogni anno. Per il primo anno l’apertura potrà avvenire al termine della procedura di aggiudicazione.
Dentro i locali non ci saranno arredi né attrezzature già disponibili. L’acquisto, l’installazione e l’allestimento saranno interamente a carico degli aggiudicatari. Una condizione che scarica sugli operatori economici l’investimento iniziale, ma che viene parzialmente compensata da una riduzione del canone nei primi due anni: per le prime due annualità il canone applicato sarà pari all’80% di quello determinato in sede di gara. Dal terzo anno, invece, si pagherà l’intero importo, con aggiornamento annuale legato al 75% della variazione Istat.
La durata della locazione è fissata in sei anni, con possibilità di rinnovo per altri sei attraverso un provvedimento espresso della Giunta comunale. Nessun rinnovo tacito: allo scadere del secondo sessennio gli immobili torneranno nella piena disponibilità dell’Ente e dovranno essere nuovamente affidati tramite asta pubblica. È una scelta che prova a tenere insieme continuità gestionale e apertura del mercato.
Il bando consente agli operatori di partecipare per un solo lotto oppure per entrambi. Tuttavia, per garantire una distribuzione più equilibrata delle opportunità e prevenire concentrazioni, ciascun concorrente potrà risultare assegnatario di un solo immobile. L’offerta economica dovrà essere formulata attraverso un rialzo percentuale sul canone annuale fissato a base d’asta.
Il contenzioso pendente sul Lotto 1
C’è però un punto delicato. Per il Lotto 1 risulta pendente un contenzioso civile davanti al Tribunale di Castrovillari. La bozza contrattuale precisa che, in caso di soccombenza dell’Ente, il contratto si intenderà risolto di diritto, senza indennizzo, compenso o risarcimento per il conduttore, neppure a titolo di rimborso spese o perdita di chance. È una clausola pesante, che gli operatori interessati dovranno valutare con attenzione prima di presentare domanda.
Le regole di gestione sono piuttosto rigide. Non sarà possibile cambiare destinazione d’uso, esercitare attività diverse da quelle previste o installare slot machine, videolottery e altri apparecchi per il gioco d’azzardo. Il conduttore dovrà inoltre farsi carico di autorizzazioni, licenze, utenze, manutenzioni, assicurazioni, rispetto delle norme igienico-sanitarie, sicurezza sul lavoro, limiti acustici e obblighi connessi all’attività svolta.
La riattivazione dei locali dell’anfiteatro Rino Gaetano arriva in un punto urbano sensibile: Sant’Angelo è uno dei tratti più frequentati della costa rossanese, ma anche una delle aree in cui la qualità dei servizi, la gestione degli spazi e la continuità delle attività commerciali incidono direttamente sulla percezione turistica della città.
Il bando, dunque, non è soltanto una procedura patrimoniale. È un test sulla capacità dell’Amministrazione di trasformare immobili pubblici in servizi reali, presidiando una zona che nei mesi estivi diventa centrale per residenti, turisti e attività economiche. La partita ora passa agli operatori: serviranno offerte, investimenti e una gestione capace di rendere quei locali qualcosa di più di due saracinesche aperte a stagione.