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Bandiera Blu, non basta issarla: Corigliano-Rossano ora deve guidare il Distretto Blu

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CORIGLIANO-ROSSANO - La notizia della Bandiera Blu Corigliano-Rossano l’ha già celebrata con la riconferma del lungomare Sant’Angelo e con Schiavonea che entra per la prima volta nel prestigioso circuito FEE. Ma adesso il punto non è più raccontare il riconoscimento. Il punto è capire come ci si è arrivati e, soprattutto, cosa si vuole fare da qui in avanti.

Perché la doppia Bandiera Blu della terza città della Calabria non è soltanto una fotografia da cerimonia, né un vessillo da esporre all’inizio dell’estate. È il risultato di un percorso amministrativo, guidato dal Governo Stasi, che fino a pochi anni fa sembrava difficilissimo, quasi improbabile, per una città con un litorale lungo, complesso, attraversato da funzioni diverse, criticità storiche, pressioni urbanistiche, aree popolari, tratti turistici, porto, foci, servizi, mobilità e gestione ambientale.

Sant’Angelo e Schiavonea raccontano due pezzi diversi della stessa sfida. Il primo è un tratto che aveva già aperto la strada nel 2025, confermando una traiettoria di qualità ambientale e turistica. Il secondo è il cuore balneare, popolare e identitario della città: Schiavonea, con il suo lungomare vissuto, il porto, la pesca, la ristorazione, la movida estiva, le contraddizioni e le potenzialità di una marina che non poteva restare ai margini di una visione costiera moderna.

Quindi, ottenere la Bandiera Blu, su due piani che - per certi versi - sono diametralmente opposti per urbanizzazione, confromazione e socializzazione stessa delle aree, significa aver lavorato su qualità delle acque, servizi, sicurezza, accessibilità, raccolta differenziata, depurazione, educazione ambientale, informazione ai cittadini e gestione complessiva del litorale. Certo, non è un riconoscimento che certifica la risoluzione di tutti i problemi. Assolutamente no. E non è nemmeno un premio alla bellezza naturale. È un riconoscimento a un sistema di requisiti che prima non c'erano proprio, che ora iniziano ad esserci e sono soddisfacenti per gli standard richiesti e che obbligamp i Comuni, Corigliano-Rossano in primis, a dimostrare organizzazione, documentazione, continuità e capacità di governo.

Il lavoro di fino degli uffici comunali

In questo percorso va riconosciuta una traiettoria di visione dell’Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano. La città non è arrivata al doppio riconoscimento per caso, ma attraverso un lavoro progressivo di riordino, programmazione e costruzione di credibilità ambientale. Un percorso che si lega anche alla necessità di pensare il mare non più come somma di spiagge separate, ma come infrastruttura urbana, turistica e identitaria della città unica.

Dentro questa rotta c’è anche un lavoro meno visibile, ma decisivo: quello degli uffici comunali, in particolare dell’Ufficio Ambiente comunale, guidato da Roberto Gallo. In una fase in cui gli enti locali vivono ovunque carenze di personale, carichi amministrativi crescenti e procedure sempre più complesse, portare a termine una candidatura Bandiera Blu significa seguire un iter tecnico rigoroso, rispettare scadenze, produrre documentazione, coordinare dati, verifiche, allegati, adempimenti e rapporti con gli organismi di valutazione.

La Bandiera Blu, infatti, non si conquista solo con le buone intenzioni e mantenendo fermi i parametri di qualità. Si costruisce con pratiche, certificazioni, riscontri, controlli, piani, schede, questionari e procedure che si sviluppano durante l’anno. È un lavoro amministrativo lungo, fatto di carte e sopralluoghi, ma anche di capacità di trasformare gli obiettivi politici in atti tecnici credibili. Ed è proprio qui che il lavoro degli uffici è stato parte sostanziale (ed essenziale) del risultato.

Da qui si apre la sfida vera

Ora però si apre la seconda fase. Quella più ambiziosa. Perché la Bandiera Blu non può essere solo il punto d’arrivo di Corigliano-Rossano. Può diventare il punto di partenza di una visione territoriale più larga: il Distretto Blu della Sibaritide.

Oggi lungo la Calabria del Nord-Est sventolano le Bandiere Blu di Corigliano-Rossano, Cariati, Villapiana, Trebisacce, Roseto Capo Spulico, Rocca Imperiale, Amendolara e Montegiordano. Otto comuni premiati, con Amendolara e Montegiordano nuove entrate che rafforzano il fronte dell’Alto Ionio e rendono più evidente una continuità costiera che non può più essere una casualità. Ma può e diventare sistema.

Per completare il disegno mancano ancora Mandatoriccio, Pietrapaola, Calopezzati, Crosia e Cassano Jonio-Sibari. Sei, se si considera anche Scala Coeli, comune dell’entroterra con un affaccio a mare ancora selvaggio.

Se questo cerchio si chiudesse, la Calabria del Nord-Est potrebbe candidarsi a diventare uno dei più importanti corridoi turistico-ambientali del Paese: circa 110 chilometri di costa da raccontare come un’unica destinazione blu.

Non sarebbe solo una suggestione. Sarebbe programmazione territoriale. Perché una Bandiera Blu in ognuno dei tredici comuni costieri della fascia compresa tra Rocca Imperiale e Cariati significherebbe costruire un sistema riconoscibile di qualità ambientale, servizi, accessibilità, sostenibilità, accoglienza e promozione. Non più marine isolate. Non più comuni che avanzano ognuno per sé. Ma una destinazione unica, capace di parlare al turista con una voce più forte.

È qui che Corigliano-Rossano può e deve giocarsi la partita più importante e strategica: assumere un ruolo nuovo. La città più grande dell’area, oggi premiata con due tratti costieri, può diventare il capofila naturale di questo processo. Non per prendere il sopravvento sugli altri Comuni, ma per trainarli. Non con arroganza, ma con responsabilità.

Qual è la sfida concreta? Capire, comune per comune, cosa manca per entrare nel circuito Bandiera Blu. Depurazione, accessi, pulizia degli arenili, servizi igienici, raccolta rifiuti, sicurezza, cartellonistica, educazione ambientale, mobilità dolce, fruizione del litorale, qualità urbana, dossier tecnici. Ogni territorio ha un problema diverso, ma l’obiettivo può essere comune.

Il turista, del resto, non ragiona per confini amministrativi. Ragiona per destinazioni, continuità, esperienze, servizi, bellezza percepita. E allora la Sibaritide, o meglio Sybaris nella sua dimensione più ampia, può smettere di essere una somma di luoghi e iniziare a diventare un prodotto territoriale vero: mare, borghi, archeologia, aree interne, prodotti identitari, parchi, paesaggi, porti, foci, cammini, cultura e accoglienza.

La doppia Bandiera Blu di Corigliano-Rossano va letta così: un metodo da consolidare e condividere. Il primo percorso è stato interno: portare Sant’Angelo e Schiavonea dentro una prospettiva di qualità. Il secondo deve essere territoriale: aiutare l’intera Calabria del Nord-Est a compiere lo stesso salto.

Siamo pronti a cogliere questa sfida?

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.