Corigliano-Rossano, doppia Bandiera Blu e primo Piano Spiaggia unico: la città ridisegna il suo mare
Depositato il nuovo strumento comunale: lotti ordinati, chiringhitos, sport, aree sociali, più fruizione pubblica e una visione integrata del waterfront da Schiavonea a Sant’Angelo
CORIGLIANO-ROSSANO – La seconda Bandiera Blu arriva nel giorno giusto, quasi a fare da cornice simbolica a una scelta di pianificazione attesa da anni. Questa mattina, a Roma, la FEE ha premiato Corigliano-Rossano con un doppio riconoscimento: la conferma del litorale Sant’Angelo, entrato nel 2025 nell’elenco delle spiagge italiane certificate, e la new entry di Schiavonea, che segna un passaggio importante per la marina storica dell’area urbana di Corigliano (leggi qui e qui). Nello stesso momento, la città si prepara a recepire il suo primo Piano Comunale Spiaggia unico e integrato: uno strumento che, a otto anni dalla fusione, prova finalmente a mettere ordine non solo tra ombrelloni, lidi, concessioni e accessi al mare, ma lungo l’intera linea di costa della terza città della Calabria.
Dopo anni di gestione fondata sui vecchi strumenti ereditati dagli ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano, l'Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Flavio Stasi ha depositato il nuovo Piano Spiaggia e prova a disegnare una sola costa: da Schiavonea a Sant’Angelo, dal porto alle foci fluviali, dai tratti urbanizzati alle aree naturalistiche, passando per retrospiaggia, lungomari, spazi pubblici, mobilità lenta e nuove funzioni turistiche.
Otto anni dopo la Fusione, un solo strumento per tutta la costa
Il Piano Comunale Spiaggia unico supera definitivamente la stagione dei due strumenti separati: il Piano Spiaggia dell’ex Comune di Corigliano Calabro, approvato nel 2009, e la variante al Piano Spiaggia dell’ex Comune di Rossano, approvata nel 2017. Dal 2018, post fusione, infatti, il litorale della città unica è stato governato sulla base di quella pianificazione ereditata dai due Comuni originari.
La relazione generale del nuovo PCS spiega che la nuova realtà amministrativa, le trasformazioni fisiche della costa e i nuovi indirizzi normativi hanno reso «inevitabile e prioritaria» una revisione complessiva, capace di trasformare il Piano in uno strumento di valorizzazione della costa e del turismo.
Novello: «Pianificazione strategica unitaria del nostro lungomare»
A illustrare il senso politico e amministrativo del nuovo strumento è l’assessore all’Assetto Urbano, Tatiana Novello, che lo definisce «la pianificazione strategica unitaria del nostro lungomare». Dentro il Piano, spiega, ci sono «spazi più estesi per le attività balneari, aree sport lungo la costa, chiringhitos per ampliare l’offerta, spazi dedicati alle attività sociali».
Non una semplice ricognizione tecnica, dunque, ma «un nuovo disegno che unisce preservando le caratteristiche di ciascun luogo con una visione più moderna dell’offerta turistica».
Uno dei punti più rilevanti riguarda il futuro regime delle concessioni. «Le future concessioni balneari – sottolinea Novello – saranno tutte di durata annuale, salvo quelle ricadenti in aree vincolate». Una scelta che si inserisce in una cornice normativa complessa, ma che dice anche la volontà di mantenere il controllo pubblico sulla programmazione della costa, evitando rendite cristallizzate e consentendo una gestione più flessibile degli spazi.
Dal Piano Spiaggia al Waterfront
Il Piano, però, non si limita a disegnare nuovi lotti sull’arenile. La vera ambizione è più ampia: tenere insieme spiaggia, retrospiaggia, lungomare e frontemare.
Novello lo collega direttamente anche al tema del waterfront e del lungomare unico: «Accanto al Piano Spiaggia – spiega – abbiamo chiesto anche un master plan sul waterfront. Se il lungomare unico inserito nel Piano delle Opere pubbliche è inteso come unione infrastrutturale, quindi ponti, strada, collegamenti, il waterfront è la parte prima della strada, la rivisitazione complessiva del frontemare, con nuovi spazi, nuovi spazi verdi e una revisione totale del nostro lungomare».
La relazione tecnica conferma questa impostazione. Il PCS non guarda soltanto al demanio marittimo in senso stretto, ma estende l’indagine anche alle aree di retrospiaggia, considerate come completamento funzionale dell’arenile. L’obiettivo dichiarato è promuovere nuove relazioni verso terra e verso mare, di tipo paesaggistico, ambientale, sociale ed economico, capaci di innescare processi di riqualificazione e valorizzazione del territorio comunale.
Una costa lunga, complessa e discontinua
Il litorale interessato è quello dell’intero Comune di Corigliano-Rossano: una costa lunga, complessa, discontinua, segnata dalle foci del Crati e del Trionto, dai torrenti Cino, Grammisato, Fico, Fellino, Citrea, Colognati e Coserie, oltre che da fossi e canali che interrompono la continuità dell’arenile e ne aumentano il valore paesaggistico.
I due poli urbani principali restano Schiavonea e Sant’Angelo, con i rispettivi lungomari, ma il Piano legge anche l’espansione progressiva dell’uso della spiaggia verso Momena, Fossa con il piccolo borgo marinaro, Torre Pinta e Pantano Martucci.
Non tutta la costa, infatti, ha la stessa natura. Ci sono tratti urbanizzati, tratti naturalistici, aree periurbane e rurali, spiagge profonde oltre i cento metri e segmenti molto più stretti, zone sabbiose e tratti ghiaiosi o ciottolosi.
È proprio questa varietà, finora spesso percepita come frammentazione, che il Piano prova a trasformare in sistema: non un unico lungomare indistinto, ma una costa unitaria capace di rispettare le vocazioni dei singoli luoghi.
La centrale dismessa e la spiaggia da restituire all'uso pubblico
Tra gli elementi più delicati c’è anche la centrale elettrica dismessa di contrada Cutura/Sant'Irene, indicata dalla relazione come una delle grandi discontinuità della spiaggia. L’attività è ormai cessata e il Piano prevede che la porzione di spiaggia interessata dalla concessione demaniale venga restituita all’uso pubblico.
È uno dei passaggi simbolici del nuovo disegno: recuperare pezzi di costa sottratti alla fruizione e reinserirli in una visione complessiva.
Stabilimenti, Chiringhitos, sport e aree sociali
Sul piano operativo, il PCS programma l’uso delle aree demaniali con un approccio omogeneo nell’individuazione dei lotti in concessione, distribuiti lungo l’intera costa e nel rispetto delle distanze previste. L’impianto non è quello della semplice moltiplicazione degli stabilimenti, ma di una sistemazione ordinata, con attenzione ai coni visuali, alla qualità paesaggistica, alla fascia dei servizi, agli spazi per il soggiorno all’ombra e alla connessione tra ambito urbano, lungomare e arenile.
Le tipologie previste sono diverse. Ci saranno stabilimenti balneari, soggiorni all’ombra attrezzati, chiringhitos per la vendita stagionale di cibi e bevande attraverso manufatti leggeri e rimovibili, aree per il rimessaggio delle barche a secco e per l’ormeggio dei natanti.
A queste funzioni si aggiungono spazi pubblici o di interesse generale: aree ludico-ricreative per attività sportive, spazi per il ricovero di attrezzature da pesca, aree pescatori, attività di assistenza e reinserimento sociale, attività di prevenzione e controllo.
In sostanza, una costa non pensata solo per il bagno estivo, ma anche per sport, pesca, nautica leggera, socialità, servizi e presidio. Insomma, non più un arenile vissuto soltanto come luogo stagionale da consumare nei mesi caldi, ma infrastruttura urbana e turistica da vivere con più funzioni e per più mesi all’anno.
Spiaggia libera e fruizione pubblica
Un punto centrale riguarda la spiaggia libera. Il Piano, nel rispetto della normativa regionale e della funzione pubblica del demanio marittimo, mantiene una quota significativa di litorale destinata alla libera fruizione.
La relazione generale insiste, infatti, sulla necessità di assicurare la massima fruizione pubblica della spiaggia e del mare, promuovendo al tempo stesso la riqualificazione delle aree degradate o in condizione di abbandono.
Mobilità lenta, accessi e percorsi ciclopedonali
C’è poi la partita della mobilità. Il Piano guarda alla costa anche come spazio da attraversare diversamente. L’obiettivo strategico è favorire continuità dei percorsi ciclabili e pedonali, incentivare la mobilità lenta e costruire collegamenti più coerenti tra arenile, lungomare e aree di retrospiaggia.
In questa prospettiva, il mare non deve essere raggiunto solo in automobile e consumato attraverso la sosta disordinata, ma inserito in un sistema più ampio di accessibilità, percorsi, verde e servizi.
Vincoli, Natura 2000 e difesa del paesaggio
La cornice ambientale resta determinante. Il Piano deve fare i conti con vincoli paesaggistici, rischio erosione, rischio idraulico, aree tutelate e siti della Rete Natura 2000.
Il territorio demaniale è interessato, in parte, dalla ZSC Foce del Fiume Crati e dalla ZSC Fiumara Trionto. La relazione lega lo sviluppo turistico alla conservazione degli ecosistemi costieri, alla difesa e al monitoraggio delle aree a rischio erosione, al libero accesso e alla libera fruizione del litorale, all’uso compatibile delle aree demaniali e alla tutela dei caratteri paesaggistici.
È questo l’equilibrio più difficile: aumentare qualità, servizi e attrattività senza trasformare la costa in una piattaforma indistinta di concessioni. Anche perché Corigliano-Rossano ha un litorale che non è fatto solo di turismo balneare classico. C’è la Schiavonea popolare e marinara, oggi premiata con la Bandiera Blu. C’è Sant’Angelo, che conferma il riconoscimento ottenuto lo scorso anno. Ci sono le foci fluviali, il porto, le aree naturalistiche, le zone ancora rurali, i tratti più fragili, quelli più urbanizzati, le ferite industriali e gli spazi pubblici da recuperare.
Schiavonea e Sant'Angelo, due spiagge per una sola città costiera
La doppia Bandiera Blu, allora, non può essere letta solo come un bollino da esibire all’inizio dell’estate. Diventa una responsabilità. Schiavonea e Sant’Angelo rappresentano due pezzi diversi della stessa città costiera: la prima porta con sé una storia marinara, commerciale, popolare, identitaria; la seconda racconta una dimensione più ordinata, turistica, residenziale, già entrata nel circuito delle località certificate.
Il nuovo Piano Spiaggia prova a tenerle insieme senza cancellarne le differenze.
La sfida vera, adesso, sarà trasformare il disegno in atti, bandi, cantieri, regole e qualità urbana. Perché il deposito del Piano è il primo passo, non il traguardo.
Serviranno confronto pubblico, osservazioni, capacità amministrativa, coerenza tra PCS, opere pubbliche e futuro master plan del waterfront. Servirà soprattutto evitare che il Piano resti una buona intenzione cartografica, mentre la costa continua a vivere di emergenze, frammenti e occasioni mancate.
Corigliano-Rossano, oggi, ha due Bandiere Blu, un porto, due marine storiche, un sistema ambientale delicato, una costa lunga e un primo Piano Spiaggia finalmente unitario. Ha, cioè, tutti gli elementi per smettere di trattare il mare come il retrobottega dell’estate e iniziare a governarlo come una delle sue principali infrastrutture di futuro.