«I conti pubblici non sono plastilina»: dura nota del gruppo “Le Lampare” dopo il Consiglio comunale
L’opposizione punta il dito contro gestione finanziaria, tributi e dissesto: «I cittadini di Cariati hanno diritto alla verità»
CARIATI – «I conti pubblici non sono plastilina». È questo il messaggio centrale della nota diffusa dal gruppo politico “Le Lampare” all’indomani dell’ultimo Consiglio comunale, nel quale l’opposizione torna ad attaccare duramente l’amministrazione sulla gestione economico-finanziaria dell’Ente.
Secondo il gruppo consiliare, negli ultimi interventi istituzionali si sarebbe tentato ancora una volta di «spostare l’attenzione», parlando di responsabilità, prudenza e complessità amministrativa per descrivere una situazione che, secondo “Le Lampare”, sarebbe invece caratterizzata da «conti fragili, disavanzo pesante e criticità ormai evidenti».
Nel documento, l’opposizione denuncia una pressione fiscale sempre più forte sui cittadini, evidenziando problemi legati alla riscossione dei tributi, cartelle contestate, richieste di chiarimenti per pagamenti già effettuati e difficoltà amministrative che, secondo il gruppo, non potrebbero più essere nascoste.
«Il punto vero – si legge nella nota – è che i conti pubblici non si modellano a seconda della convenienza del momento. Il disavanzo non è plastilina. Le entrate non sono plastilina. I debiti non sono plastilina. I tributi pagati dai cittadini non sono plastilina».
“Le Lampare” contesta inoltre quella che definisce una gestione politica dei numeri e dei bilanci, sostenendo che i cittadini abbiano diritto a conoscere «la verità sui conti del Comune», con particolare riferimento alla situazione di dissesto finanziario che interessa Cariati da circa dieci anni.
Nel mirino finiscono anche alcune realtà imprenditoriali che, secondo quanto affermato nella nota, non avrebbero pagato tributi salvo poi ricorrere a procedure di rottamazione. Un passaggio particolarmente duro riguarda proprio il protrarsi della situazione economica dell’Ente: «Cariati dopo dieci anni è ancora in dissesto. Unico caso in Italia. Il motivo c’è: per salvare una persona, paghiamo tutti».
Il gruppo conclude ribadendo la volontà di continuare a porre l’attenzione sui temi considerati centrali per la comunità: disavanzo, tributi, riscossione, “cartelle pazze”, credibilità dei conti pubblici, qualità dei servizi e responsabilità politica di chi governa.
«Il problema – conclude la nota – non è chi solleva le criticità. Il problema è chi prova a nasconderle».