Calabria, interrogazione UE di Tridico sul dissesto idrogeologico: «Dove sono finiti i fondi contro le alluvioni?»
L’europarlamentare ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea sui danni del maltempo a Crosia e nella Sibaritide, chiedendo verifiche sull’uso dei fondi destinati alla prevenzione idrogeologica
BRUXELLES - «Le immagini di una Calabria martoriata dal maltempo le abbiamo tutti ben in mente. Strade diventate torrenti, abitazioni invase, attività economiche cancellate in poche ore. Non è la prima volta ed è questo il punto. La nostra regione accumula cicatrici idrogeologiche con una frequenza tale da non dare il tempo di ripristinare i luoghi. Per l'inerzia di certe istituzioni. Ed un quesito che ci poniamo ogni volta: dove sono finiti i fondi per la prevenzione?». È quanto dichiara l'europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del M5S a Bruxelles e già candidato alla presidenza della Regione Calabria.
«Prendiamo il tragico caso di Crosia, comune dello Ionio cosentino ed il suo lungomare letteralmente strappato via dal mare. Ho depositato al Parlamento europeo un'interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione sugli eventi alluvionali che hanno colpito la frazione Mirto e più in generale i territori limitrofi. È un atto dovuto, che si inserisce in un percorso istituzionale che porto avanti da mesi e che i fatti continuano, puntualmente, a rendere necessario».
«Già dopo il ciclone Harry del 20 gennaio, che si è abbattuto con forza devastante su Calabria, Sicilia e Sardegna, causando danni gravissimi a comunità, infrastrutture e territori già fragili, - dice - avevo scritto insieme al collega Giuseppe Antoci alla Presidente von der Leyen e al Commissario Fitto, chiedendo esplicitamente l'attivazione del Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea. La risposta di von der Leyen, datata 12 marzo 2026, aveva confermato la disponibilità degli strumenti e fornito indicazioni precise su come procedere.
Quella risposta è rimasta lettera morta sul versante italiano. I programmi FESR per Calabria, Sardegna e Sicilia contano 352 milioni di euro per la prevenzione e la gestione dei rischi da catastrofi naturali, di cui 156 milioni non ancora assegnati e disponibili per nuovi interventi. Soldi europei, fermi per mancanza di volontà politica».
«Tra l'altro il 12 maggio, il peggiore centrodestra della storia repubblicana, in Consiglio regionale ha bocciato la mozione dell'opposizione che chiedeva semplicemente alla Regione di attivarsi formalmente verso il Governo e le istituzioni europee per usare tutti gli strumenti disponibili a sostegno dei territori colpiti dal ciclone Harry. La Commissione europea aveva chiarito in modo inequivocabile che esistono strumenti attivabili e risorse disponibili. La Regione ha scelto comunque di procedere senza una strategia politica definita. Votare contro quella mozione significa non aver governato processi ed allo stesso tempo aver issato bandiera bianca davanti all'Europa.
Con l'interrogazione depositata chiedo alla Commissione tre cose precise: se le autorità italiane abbiano presentato domanda di sostegno nell'ambito del FSUE per gli eventi che hanno colpito Crosia e i comuni limitrofi; se i fondi europei già destinati alla prevenzione idrogeologica in Calabria stiano producendo risultati reali, giacché il territorio continua ad allagarsi; e se esistano strumenti per rafforzare il supporto diretto agli enti locali, che spesso si trovano soli davanti all'emergenza».
«Quello che chiedo - conclude - è solidarietà ma anche rendicontazione. Ogni alluvione che si ripete sugli stessi territori è anche una domanda senza risposta su dove siano finiti i fondi spesi negli anni precedenti. I calabresi meritano di saperlo e che qualcuno, in sede europea, li obblighi a rispondere».