Mormanno, torna a suonare l’organo barocco del 1671 nella chiesa di Santa Maria del Colle
Restaurato dalla bottega organaria del maestro Roberto Esposito, lo strumento monumentale è stato inaugurato con la benedizione del vescovo Savino e il concerto di Alessandro Saraceni
MORMANNO - Un suono antico è tornato a riempire la chiesa di Santa Maria del Colle, nel cuore di Mormanno. È stato inaugurato l’organo monumentale a canne del 1671, recentemente restaurato e restituito alla comunità del borgo del Pollino come uno degli esempi più preziosi di arte barocca presenti nella Diocesi di Cassano all’Ionio.
La serata si è aperta con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Cassano all’Ionio, monsignor Francesco Savino, animata dal coro parrocchiale diretto dalla maestra Giovanna Perrone. Al termine della liturgia si è proceduto alla benedizione dello strumento, seguita dal concerto inaugurale dell’organista Alessandro Saraceni.
L’intervento di restauro è stato eseguito nella bottega organaria di Fuscaldo del maestro Roberto Esposito, riportando alla piena funzionalità uno strumento che appartiene alla storia religiosa, artistica e musicale della comunità mormannese.
L’organo, realizzato nel 1671 da un ignoto maestro organaro, viene ricondotto alla tradizione di importanti botteghe del Sud Italia, in particolare all’ambito legato al Mormando e a Francesco de Palma, autore di diverse opere tra Napoli e Calabria. La struttura è composta da una tastiera di 45 tasti, otto pedali in legno di tipo medievale e canne realizzate in piombo e legno.
Non è la prima volta che lo strumento viene sottoposto a interventi di recupero. Un primo restauro era stato eseguito nel 1983 dalla ditta Fratelli Ruffatti di Padova e aveva riguardato, tra l’altro, le decorazioni, le pitture, gli intagli della cassa armonica, la tastiera, ricostruita perché non ritenuta originale, e le canne in legno.
A distanza di 43 anni si è reso necessario un nuovo intervento sui principali elementi costitutivi. Come ha spiegato il parroco di Mormanno, don Maurizio Bloise, il restauro è stato possibile grazie ai fondi della CEI, attraverso una domanda presentata dall’ufficio tecnico diocesano e su progetto della Bottega Organaria di Fuscaldo.
L’obiettivo è stato quello di restituire allo strumento, per quanto possibile, il suo antico splendore, seguendo criteri di restauro conservativo e riabilitativo. Un lavoro che non riguarda soltanto la funzionalità musicale, ma anche la tutela di un bene storico che da secoli accompagna le celebrazioni e la vita liturgica della comunità.
«Come comunità parrocchiale siamo lieti finalmente di poter riavere, a decoro e supporto delle sacre funzioni come da secoli, la sua voce melodica ed armoniosa», ha dichiarato don Bloise, sottolineando il valore spirituale e culturale del ritorno dell’organo nella chiesa di Santa Maria del Colle.
Il recupero dello strumento rappresenta così un momento importante per Mormanno e per l’intero territorio del Pollino. Non solo la riapertura al suono di un organo antico, ma la restituzione di un frammento di memoria collettiva, capace di unire arte, fede, artigianato e identità.