Rende ricorda Francesco Nigro Imperiale: al Museo del Presente l’evento “Sprazzi di vita”
A dieci anni dalla scomparsa, il 19 maggio un incontro culturale dedicato al poeta, scrittore e critico letterario cosentino promosso dalla famiglia e dall’associazione “I tridici canali”
RENDE – Un pomeriggio di cultura, memoria e poesia per ricordare una delle figure più significative del panorama letterario calabrese. Martedì 19 maggio, a partire dalle ore 17, il Museo del Presente di Rende ospiterà “Sprazzi di vita”, manifestazione dedicata al poeta, scrittore e critico letterario Francesco Nigro Imperiale, a dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta a Cosenza il 18 maggio 2016.
L’iniziativa è promossa dalla famiglia dell’autore e dall’Associazione “I tridici canali”, realtà che riunisce autori e cultori dei dialetti dell’area cosentina. Ad aprire l’incontro saranno il presidente dell’associazione Franco Calomino e Mariuccia Spadafora, moglie di Nigro Imperiale.
Seguiranno gli interventi dei critici e saggisti Vincenzo Napolillo e Francesco Diego Tosto, della scrittrice Assunta Scorpiniti e del vescovo emerito di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo, cui saranno affidate le conclusioni.
La manifestazione sarà arricchita da momenti musicali con il soprano M. Carmela Conti e con Enzo Scaglione, voce e chitarra. Alcuni testi dell’autore saranno inoltre interpretati da Barbara Bruni, Marialuigia Campolongo, Francesco A. Conti e Anna Scola, che curerà anche il coordinamento dell’evento.
Nato a Cosenza nel 1939, Francesco Nigro Imperiale ha mantenuto per tutta la vita un forte legame con Cariati, città d’origine della sua famiglia paterna. Proprio nella cittadina ionica trascorse gli anni dell’infanzia, prima del trasferimento definitivo nel capoluogo bruzio.
Autore di testi teatrali, raccolte poetiche e scritti pubblicati su giornali e riviste, Nigro Imperiale è stato anche un apprezzato critico letterario e un raffinato cultore del dialetto calabrese. Tra le sue opere più note figurano “Jiurilli. Florilegio epigrammatico in dialetto calabrese”, “Allo filu du Vangelu”, “L’arcobaleno dell’anima”, oltre ai volumi “Vento di Tamerici” e “Il cielo e… tu”, caratterizzati da una forte impronta autobiografica.
Membro dell’Accademia Cosentina e instancabile animatore culturale, organizzò importanti premi letterari come il “Crathis” e il “San Bernardo”, favorendo anche gli scambi culturali italo-canadesi. Nel 1989 fu insignito dal Presidente della Repubblica dell’Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.