4 ore fa:Tagli a stipendi e vitalizi, il M5S incalza il Consiglio regionale: «La politica dia l’esempio»
4 ore fa:C’è un indagato per la morte del prof di origini coriglianesi in Salento
2 ore fa:Tensioni politiche a Pietrapaola, Ventura: «Fermatevi! Così si compromette la credibilità delle istituzioni»
53 minuti fa:Coldiretti Giovani Imprese: a Enrico Parisi le deleghe strategiche al consiglio di Presidenza
1 ora fa:"A scuola di pace" con il professore Tommaso Greco al Museo civico Paludi
1 ora fa:Al Museo di Cariati la seconda edizione della Giornata Nazionale del Dialetto
3 ore fa:Morte Sommario, Per la Rinascita di Longobucco scrive a Occhiuto: «È una sconfitta dello Stato»
23 minuti fa:Radio Nord Castrovillari riceve la Benemerenza storica della REA
2 ore fa:Nuovo Ospedale della Sibaritide: il conto alla rovescia entra nella fase decisiva
3 ore fa:Parcheggio inagibile ma usato dai “controllori”: Bosco accusa l'Esecutivo Stasi

Non è un semplice albero: è la Pita! Dopo tre anni ad Alessandria del Carretto torna l'antica Festa dell'Albero

2 minuti di lettura

ALESSANDRIA DEL CARRETTO - «Non è solo un albero... È la Pita!» Così il sindaco di Alessandria del Carretto, Domenico Vuodo, ha aperto le porte alla lunga celebrazione di quella che, di fatto, è la festa dell'Albero più antica della Calabria. Probabilmente anche l'unica che si celebra sul territorio regionale. Domenica scorsa gli esperti boscaioli del piccolo centro del Pollino, che sorge a più di mille metri dal livello del mare, si sono ritrovati nei boschi della catena del Dolcedorme per scegliere l'abete della cerimonia, la Pita appunto, che la prossima domenica 30 aprile sarà trascinato nella piazza centrale del piccolo centro montano per diventare emblema della festa popolare. Una cerimonia che non si teneva più da tre anni a causa del Covid e che oggi ritorna con tanto entusiasmo e attesa del popolo alessandrino.

In realtà Alessandria del Carretto è famoso per due eventi molto partecipati, tra i più autentici del folklore calabrese: il Carnevale Storico di Alessandria del Carretto con le più note  Polecenelle bielle e la Festa della Pita (Pitë). 

Quest'ultima si svolge ogni anno il 3 di maggio, in occasione della festività del patrono, Sant'Alessandro, e rappresenta un vero e proprio rito di rinascita della natura, tra i più antichi del Mediterraneo.

In realtà, il rito collettivo ha inizio la seconda domenica di aprile, quando la comunità si raduna nei boschi del Pollino per inaugurare la prima fase di una tradizione sospesa tra sacro e profano: il taglio di un abete alto circa 20 metri (pitë, in dialetto alessandrino). L'abete prescelto viene abbattuto, diviso in tronco e cima, e ripulito. L’ultima domenica di aprile, l’albero viene trasportato a braccia fino al paese, accompagnato dall'organetto, dalle zampogne e dai canti popolari che lo celebrano quale simbolo virile, di rinascita.

La “Pita” si ricongiunge alla cima mozzata in Piazza San Vincenzo, al centro del paese, in una sorta di riunione tra "maschile" e "femminile".

Nella data del 3 maggio, festa di papa Alessandro Martire, il monumentale Abete Bianco del Pollino viene consacrato al proprio santo: il rito profano confluisce così in quello sacro, in un'atmosfera di festosa allegria. La cima, addobbata con doni e prodotti tipici del territorio, è oggetto della cosiddetta "salita dell’abete", vero e proprio Gioco della Cuccagna, in linea con le più celebri Feste dell'Abete (o dell'Albero di Maggio) che hanno luogo in diversi Paesi d'Europa.

La Festa della Pita si conclude con la sua fragorosa caduta, salutata da un applauso.

Visita Alessandria del Carretto in occasione della festa e scopri tutte le bellezze di un borgo che aderisce al circuito Borghi Autentici d'Italia, per la preziosità del centro storico e delle sue tradizioni secolari.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.