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Sibari, la grande assente della storia: rovine sepolte e primati dimenticati

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SIBARI - La città greca più ricca dell’Occidente antico resta senza un luogo certo, mentre dalla Sibaritide emergono intuizioni giuridiche e culturali che hanno anticipato il mondo moderno. Da queste premesse si muovono le considerazioni e i commenti sul tema di Alessandra Pasqua, architetto e saggista, Ettore Bruno, autore giuridico e saggista e di Michele Spagnuolo, avvocato, che di seguito riportiamo.

Sybaris 

«La gloriosa colonia greca - scrive Alessandra Pasqua - fu fondata nella seconda metà dell'VIII secolo a.C. e divenne nel volgere di poco tempo una città ricca e popolosa. Si stima, infatti, che Sibari antica contasse circa trecentomila abitanti e che la cinta muraria avesse un circuito di nove chilometri. La cittadinanza sibarita era concessa a tutti i richiedenti e gli abitanti della fiorente città allestita dai Greci sulla costa dell'Alto Jonio oggi calabrese fondarono diverse sub-colonie: Poseidonia (più nota con il nome romano di Paestum) sul Tirreno e Metaponto sullo Jonio, le più grandi. Nel 510 a.C. fu invasa e distrutta, all'esito di una guerra catastrofica combattuta contro la rivale Crotone. I Crotoniati la rasero al suolo e deviarono il corso del fiume Crati sui suoi resti. Da allora, Sibari è rimasta perduta nel tempo, le sue rovine sepolte ancora sotto metri di terra. Fra il 444 e il 443 a.C. venne fondata Thurii, colonia panellenica, da esuli sibariti che avevano invocato l'aiuto di Pericle, fattore che evidenzia la natura anch'essa cosmopolita della nuova polis. A tutt'oggi, sembra non aversi un quadro certo sull'ubicazione precisa della città sepolta di Sybaris, sebbene da decenni vi siano dispute e teorie fra gli addetti ai lavori. Verrebbe pertanto ancora da chiedersi quale sia il luogo dove giacciono i resti di questa antica e gloriosa città».

 L'universalismo giuridico calabrese

«La legge in materia di brevetti assunta a Sybaris 2500 anni fa - osserva Ettore Bruno - è una norma giuridica che per sua stessa natura non si lega a un'invenzione singola. Si tratta, diversamente, di un provvedimento che dispone per il futuro, presentando i carattere di generalità e astrattezza propri di ogni norma giuridica e dispiegando perciò un'efficacia erga omnes, vale a dire verso tuttiL'antica norma sibarita prevede, infatti, la concessione di un monopolio in ordine all'utilizzo, anche e soprattutto economico, di una qualsiasi ricetta a beneficio di chiunque, a partire appunto dall'emanazione della legge stessa, sarà capace di allestire una creazione culinaria talmente prelibata e ricercata da giustificare l'uso esclusivo di essa  in capo all'autore per il periodo di un anno.

Per questi motivi sarebbe in tutto fuori strada chi andasse alla ricerca di ingredienti asseritamente ancora sconosciuti, chi parlasse di sapori e odori legati a un prelibato piatto antico da riscoprire. Più che rimpiangere la mancata conoscenza degli ingredienti di una ricetta che a ben vedere non esiste è importante sapere che, pur non avendo notizie certe intorno alla datazione precisa della legge che disciplina il Brevetto di Sibari e non potendo perciò fare un raffronto diacronico con il Codice di Zaleuco, se la legge sibarita fosse anche solo di poco precedente al modello legislativo locrese si tratterebbe della più antica norma giuridica del mondo, e non soltanto limitatamente al settore delle tutele brevettuali.

Così, come ampiamente illustrato nel volume "La Calabria del diritto", se il Codice di Hammurabi è una raccolta di regole alcune delle quali prive di natura giuridica e altre connotate da deboli caratteri in tal senso – le ragioni della mancata o debole giuridicità della raccolta orientale sono illustrate e spiegate nelle pagine di del libro citato –, le leggi assunte a Sibari e Locri arcaiche costituiscono invece i primi veri rudimenti della cultura giuridica universale».  

L'oratoria giudiziaria thurina

«Sibari e Thurii - spiega Michele Spagnuolo - ci raccontano dell'enorme contributo dato a fondamento delle fonti del diritto. La realtà di due città in crescita sotto il profilo economico e sociale esprimeva il bisogno di norme che potessero regolamentare la complessità di grandi, complesse e numerose popolazioni. Queste città dimostrarono di essere capaci di cogliere e regolamentare tutto quanto necessario alla propria evoluzione e stabilità. Del resto, la presenza di regole si pone a fondamento e conservazione stessa dell'esistenza della propria civiltà. Come è noto, senza norme, in particolare (ma non solo) di carattere giuridico, la comunità stessa tende alla disgregazione. E abbiamo conferme di aspetti giuridici che sono stati alla base dell'evoluzione futura del diritto e, al tempo stesso, della lungimiranza dei cittadini e dei governanti di Sibari e Thurii. La normazione del primo brevetto della storia dimostra come la civiltà giuridica sibaritica guardava al futuro attraverso la normazione della realtà presente. Mentre a Thurii, che sarà una comunità complessa per commerci, diversità di culture e ricchezze diffuse, si affermeranno anche le arti dell'oratoria giuridica come esigenza della società dell'epoca e come base per gli sviluppi futuri. In questo contesto, come si può non ricordare il grande insegnante di retorica e brillante conferenziere che fu Lisia. Per il tempo in cui è vissuto in Sibaritide, ha dato prova delle sue grandi capacità di affascinare l'uditore con stile semplice e diretto e con chiarezza espositiva. L'oratore tracciò basi e fonti che permangono in quell'universo giuridico che fonda la capacità di interloquire e persuadere il prossimo e i giudici. Se è vero che attraverso le norme si affermano le proprie ragioni e che ognuno può agire per la difesa dei diritti e interessi legittimi, è altrettanto vero che l'ars oratoria contribuì, e contribuisce, all'affermazione del diritto stesso e delle ragioni della parti. Allo sviluppo di tali principi ha partecipato anche la storia della Sibaritide antica, attraverso le intuizioni dei suoi cittadini e governanti ma anche delle capacità oratorie di Lisia». 

«Mentre la damnatio della Sibaritide coloniale sembra non avere fine e la gloriosa Sybaris rimane ancora sepolta sotto metri di terra - riportano in conclusione gli autori -, i Calabresi aspettano il ritorno delle orazioni giudiziarie di Lisia e del Codice di Zaleuco, nonché di una ricetta di cui non si saprà mai nulla. E c'è da sospettare che l'attesa sarà ancora lunga, tra un concerto di capodanno e l'altro e una retorica e l'altra».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.