2 ore fa:Unical lancia “Atelier in Campus”: 4 opere di arte contemporanea e nuovi spazi culturali
3 ore fa:Santa Sofia d’Epiro, concerto del Trio Marsili il 25 aprile: 20 anni di attività all’Accademia della Musica
5 ore fa:Vertice CISL Calabria: ritardi PNRR e precariato, pressioni su Regione per risposte rapide
1 ora fa:Cariati e San Marco Argentano, fondi persi per Case di Comunità: CGIL denuncia effetti su sanità territoriale
1 ora fa:Cariati, tour ENS con 70 partecipanti: proposto un protocollo per servizi LIS e accessibilità
4 ore fa:All’Unical la presentazione del libro di Antonio Anastasi "Un'altra pelle"
56 minuti fa:Sibaritide, ferrovie insufficienti e nessuna fermata per il nuovo ospedale: l’allarme Ugl su mobilità e servizi
26 minuti fa:Al via "Officine Roseto": un corso intensivo di cinema per giovani talenti a Roseto Capo Spulico
2 ore fa:Co-Ro, Malto Calabro entra nel vivo: ecco i birrifici protagonisti del Festival della Birra
4 ore fa:Nel nuovo PRT c'è anche la lunetta di Sibari con una nuova stazione a Cassano Jonio

Al Parco Archeologico di Sibari parte il progetto di "riciclo culturale" con l'Accademia delle Belle Arti di Catanzaro

1 minuti di lettura

CASSANO JONIO – Il Parco Archeologico di Sibari continua la sua azione culturale e didattica al servizio dei visitatori, ma anche, e soprattutto, degli studenti.

Nella giornata di oggi il Museo ha aperto le porte ai ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.  «Gli studenti - si legge nella nota - sono stati accompagnati dai docenti Simona Caramia, Elena Di Fede e Tommaso Palaia e la visita si è subito trasformata in un vulcanico laboratorio di idee che ha coinvolto, manco a dirlo, i nostri depositi.  Davvero i magazzini di un Museo sono forzieri che custodiscono infinite opportunità di conoscenza, anche in senso meno convenzionale.

Presto i ragazzi dell’Accademia, guidati dai loro professori e dalle nostre Camilla Brivio e Serena Guidone, ridaranno vita alle vecchie cassette di legno ed a tutti i “materiali di risulta” che hanno ormai assolto il loro compito di supporti per la conservazione dei reperti, e faranno parte di installazioni e arredi che arricchiranno il Museo e il Parco, contribuendo a raccontarne la storia in modo nuovo e inconsueto».

Una collaborazione che evidenzia e porta avanti l’idea di eternità della cultura, dei suoi mezzi e degli strumenti impiegati.

«Le cassette di legno – ha dichiarato il direttore Filippo Demma - che custodiscono i reperti degli scavi degli anni ‘70 a Sibari sono esse stesse un pezzo di storia. E sono oggetti belli in sé. Non le butteremo, ma le riutilizzeremo in un progetto di riciclo culturale. Nelle mani degli allievi dell’Accademia svolgeranno ancora la loro funzione, estetica e culturale».

Un ottimo esempio dal quale prendere spunto per ripensare la narrazione della storia e dei luoghi. Ogni oggetto, prezioso o meno che sia, ha una sua memoria e nasconde sempre un valore potenziale che vale la pena scoprire e valorizzare.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.