7 ore fa:Cassano, nasce il Comitato per il No al referendum sulla giustizia
2 ore fa:SP120, la frana che svela l’azzardo: senza studio geologico il ripristino è un rischio | VIDEO
7 ore fa:Goi, il Tribunale di Roma riporta il rossanese Seminario a capo della Massoneria
44 minuti fa:L'Asd Corigliano cresce ancora: Fiumefreddo battuto 4-2 tra gioco e personalità
3 ore fa:A Cassano Jonio nasce anche il Comitato per il Sì al referendum: «Per una giustizia più giusta e responsabile»
4 ore fa:La Misericordia che aiuta e soccorre: il cuore silenzioso dell’emergenza
8 ore fa:Pollino, tavolo sulla ricerca geologico-archeologica: nasce un piano coordinato con i Comuni
6 ore fa:Dopo il Crati, la svolta strategica: la Sibaritide può diventare l’istmo produttivo del Mezzogiorno
5 ore fa:Da stamattina è online LitterAllyArt.com: il riuso creativo conquista il mercato dell’arte
1 ora fa:Dalle campestri alle ultramaratone: CorriCastrovillari-Guglielmo Atletica protagonista nazionale

Al Parco Archeologico di Sibari parte il progetto di "riciclo culturale" con l'Accademia delle Belle Arti di Catanzaro

1 minuti di lettura

CASSANO JONIO – Il Parco Archeologico di Sibari continua la sua azione culturale e didattica al servizio dei visitatori, ma anche, e soprattutto, degli studenti.

Nella giornata di oggi il Museo ha aperto le porte ai ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.  «Gli studenti - si legge nella nota - sono stati accompagnati dai docenti Simona Caramia, Elena Di Fede e Tommaso Palaia e la visita si è subito trasformata in un vulcanico laboratorio di idee che ha coinvolto, manco a dirlo, i nostri depositi.  Davvero i magazzini di un Museo sono forzieri che custodiscono infinite opportunità di conoscenza, anche in senso meno convenzionale.

Presto i ragazzi dell’Accademia, guidati dai loro professori e dalle nostre Camilla Brivio e Serena Guidone, ridaranno vita alle vecchie cassette di legno ed a tutti i “materiali di risulta” che hanno ormai assolto il loro compito di supporti per la conservazione dei reperti, e faranno parte di installazioni e arredi che arricchiranno il Museo e il Parco, contribuendo a raccontarne la storia in modo nuovo e inconsueto».

Una collaborazione che evidenzia e porta avanti l’idea di eternità della cultura, dei suoi mezzi e degli strumenti impiegati.

«Le cassette di legno – ha dichiarato il direttore Filippo Demma - che custodiscono i reperti degli scavi degli anni ‘70 a Sibari sono esse stesse un pezzo di storia. E sono oggetti belli in sé. Non le butteremo, ma le riutilizzeremo in un progetto di riciclo culturale. Nelle mani degli allievi dell’Accademia svolgeranno ancora la loro funzione, estetica e culturale».

Un ottimo esempio dal quale prendere spunto per ripensare la narrazione della storia e dei luoghi. Ogni oggetto, prezioso o meno che sia, ha una sua memoria e nasconde sempre un valore potenziale che vale la pena scoprire e valorizzare.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.