1 ora fa:Presentato a Cosenza "Barche di Sabbia" dello scrittore spezzanese Emanuele Armentano
1 ora fa:Trasporto studenti, Mauro (FdI): «Stasi attacca la Regione ma tace sulle risorse e sugli aiuti comunali!»
14 minuti fa:Protezione civile, Futuro Nazionale: «Bene il Piano digitale, ma prima si puliscano fossi e tombini»
3 ore fa:Greco porta la Calabria a Milano: in passerella la moda che dice no alla violenza sulle donne
4 ore fa:Beach Volley, a Schiavonea parte il World Beach Pro Tour: oggi le prime sfide
3 ore fa:Cassano si mobilita contro la sclerosi multipla: in piazza torna “La Mela di AISM”
2 ore fa:Medicina, l’Unical allarga la squadra: confermate dieci specializzazioni e arriva Neurochirurgia
44 minuti fa:Seicento atleti e 16 Nazioni, il grande Taekwondo sbarca al PalaBrillia: tre giorni per i titoli europei
4 ore fa:San Nilo, arriva il parere dei Vigili del Fuoco. Faragalli: «Terzo piano fruibile per 50 posti» - VIDEO
2 ore fa:Insiti, «basta indiscrezioni». Madeo chiede alla Regione il cronoprogramma ufficiale del trasloco | VIDEO

Al Parco Archeologico di Sibari parte il progetto di "riciclo culturale" con l'Accademia delle Belle Arti di Catanzaro

1 minuti di lettura

CASSANO JONIO – Il Parco Archeologico di Sibari continua la sua azione culturale e didattica al servizio dei visitatori, ma anche, e soprattutto, degli studenti.

Nella giornata di oggi il Museo ha aperto le porte ai ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.  «Gli studenti - si legge nella nota - sono stati accompagnati dai docenti Simona Caramia, Elena Di Fede e Tommaso Palaia e la visita si è subito trasformata in un vulcanico laboratorio di idee che ha coinvolto, manco a dirlo, i nostri depositi.  Davvero i magazzini di un Museo sono forzieri che custodiscono infinite opportunità di conoscenza, anche in senso meno convenzionale.

Presto i ragazzi dell’Accademia, guidati dai loro professori e dalle nostre Camilla Brivio e Serena Guidone, ridaranno vita alle vecchie cassette di legno ed a tutti i “materiali di risulta” che hanno ormai assolto il loro compito di supporti per la conservazione dei reperti, e faranno parte di installazioni e arredi che arricchiranno il Museo e il Parco, contribuendo a raccontarne la storia in modo nuovo e inconsueto».

Una collaborazione che evidenzia e porta avanti l’idea di eternità della cultura, dei suoi mezzi e degli strumenti impiegati.

«Le cassette di legno – ha dichiarato il direttore Filippo Demma - che custodiscono i reperti degli scavi degli anni ‘70 a Sibari sono esse stesse un pezzo di storia. E sono oggetti belli in sé. Non le butteremo, ma le riutilizzeremo in un progetto di riciclo culturale. Nelle mani degli allievi dell’Accademia svolgeranno ancora la loro funzione, estetica e culturale».

Un ottimo esempio dal quale prendere spunto per ripensare la narrazione della storia e dei luoghi. Ogni oggetto, prezioso o meno che sia, ha una sua memoria e nasconde sempre un valore potenziale che vale la pena scoprire e valorizzare.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.