3 ore fa:Stop al commissariamento sanità in Calabria: Rapani plaude alla svolta e al nuovo assetto regionale
4 ore fa:Autismo, parte dalle scuole di Co-Ro la sfida dell’inclusione: bambini protagonisti del progetto “Conoscere lo spettro autistico”
1 ora fa:Cassano Jonio, l'olivo “Cassanese” al centro del dibattito per tracciare il futuro dell’olivicoltura locale
2 ore fa:Sciopero autotrasportatori 20-25 aprile: assaltati i distributori. Si teme carenza carburanti
4 ore fa:Concorsi in Provincia, la CGIL: “Correzione necessaria, ora più trasparenza e regole”
1 ora fa:Scutellà (M5S): «Il prezzo da pagare per l'uscita dal commissariamento? L’autonomia differenziata»
3 ore fa:Calabria, progetto europeo KARMA sull’edilizia circolare: nuove regole per riqualificare gli alloggi pubblici
9 minuti fa:Sanità, fine del commissariamento dopo 17 anni. Santoianni (FI): «Una svolta vera»
4 ore fa:Sanità, Noi Moderati esulta: “Fine del commissariamento dopo 17 anni, ora la Calabria torna protagonista”
39 minuti fa:Attivo lo sportello online contro la povertà educativa: supporto diretto alle famiglie della provincia

"Presagi" di Primavera: dai giorni della merla per finire a ra' cannilora. Cosa dice la tradizione

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Gli ultimi tre giorni di gennaio sono definiti “i giorni della merla” e secondo tradizione dovrebbero essere quelli più freddi dell’anno.

A dire il vero, alle nostre latitudini, questa espressione era poco conosciuta. Solo negli ultimi anni ha preso piede, ma l’origine è lombarda. Cosa dice la credenza popolare? “Se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà mite; se invece sono caldi, la primavera arriverà in ritardo”.

Ma che c’entra la femmina del merlo? Secondo tradizione, la merla è vista come messaggera dell'arrivo della primavera. Secondo la leggenda, Persefone - che poteva uscire dall'Ade solo con la bella stagione - avvisava la madre Demetra (o Cerere) del suo arrivo attraverso un uccello messaggero, appunto la merla.

Non c’è niente da fare, i messaggeri sono sempre gli uccelli; chi preferisce i piccioni viaggiatori per portare messaggi, chi le colombe come simbolo di pace, chi le merle per mandare avvisi.

Ai bambini vengono insegnate diverse filastrocche sulla merla e sul colore nero che la distingue: “in un camin mi son cacciato. Al freddo ho resistito, ma il mio piumaggio è un po' cambiato. Ora sono tutto nero però salvo son dal gelo”.

Insomma, il piumaggio del povero uccello ha cambiato colore diventando tutto nero perché, per cercare un po’ di sollievo dal freddo intenso, si è riparato in un camino.

“Quando vien la Candelora, de l’inverno semo fora; ma se piove o tira il vento, de l’inverno semo dentro”. Questo è il noto detto popolare riferito invece al rituale della Candelora, che ricorre il 2 febbraio. Il proverbio sta ad indicare che se il giorno della Candelora si avrà bel tempo, la bella stagione è ormai vicina. In Calabria siamo più precisi: “a ra cannilora, quaranta jurne e fridde ancora”. Mettiamoci quindi il cuore in pace e sopportiamo il freddo ancora per qualche giorno, ma soprattutto aspettiamo di vedere come sarà il tempo giorno 2 febbraio e capiremo se la primavera è alle porte o bisognerà aspettare ancora.

Gino Campana
Autore: Gino Campana

Ex sindacalista, giornalista, saggista e patrocinatore culturale. Nel 2006 viene eletto segretario generale regionale del Sindacato UIL che rappresenta i lavoratori Elettrici, della chimica, i gasisti, acquedottisti e tessili ed ha fatto parte dell’esecutivo nazionale. È stato presidente dell’ARCA territoriale, l’Associazione Culturale e sportiva dei lavoratori elettrici, vice presidente di quella regionale e membro dell’esecutivo nazionale. La sua carriera giornalistica inizia sin da ragazzo, dal giornalino parrocchiale: successivamente ha scritto per la Provincia Cosentina e per il periodico locale La Voce. Ha curato, inoltre, servizi di approfondimento e di carattere sociale per l’emittente locale Tele A 57 e ad oggi fa parte del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide