7 ore fa:Schiavonea ritrova la sua piazza: Santa Maria ad Nives diventa il nuovo cuore urbano della città
9 ore fa: Buono servizio contro la povertà: dalla Regione Calabria oltre 9,5 milioni per sostenere famiglie e persone fragili
8 ore fa:Pollino e Sibaritide fanno rete nel gusto: a Civita il gemellaggio enogastronomico tra tre territori
11 ore fa:Territorio sotto pressione, Rapani: «Fatti inquietanti, porterò il caso nelle sedi competenti»
6 ore fa:Dateci lavoro (vero), del resto non sappiamo che farcene
10 ore fa:CISL Cosenza, si conclude il primo ciclo delle assemblee zonali: già pronti nuovi incontri sul territorio
10 ore fa:Librincantine debutta a Corigliano-Rossano: il 29 giugno la prima tappa della rassegna dedicata alla cultura calabrese
11 ore fa:Longobucco, arrivano le nuove campate: al via il varo del Viadotto Ortiano II
7 ore fa:Cassano, il Consiglio alle Grotte di Sant’Angelo: sul tavolo consulte, rottamazione e patrimonio comunale
5 ore fa:Incendio Boscarello, Straface: «Serve un’azione immediata contro degrado e marginalità

"Presagi" di Primavera: dai giorni della merla per finire a ra' cannilora. Cosa dice la tradizione

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Gli ultimi tre giorni di gennaio sono definiti “i giorni della merla” e secondo tradizione dovrebbero essere quelli più freddi dell’anno.

A dire il vero, alle nostre latitudini, questa espressione era poco conosciuta. Solo negli ultimi anni ha preso piede, ma l’origine è lombarda. Cosa dice la credenza popolare? “Se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà mite; se invece sono caldi, la primavera arriverà in ritardo”.

Ma che c’entra la femmina del merlo? Secondo tradizione, la merla è vista come messaggera dell'arrivo della primavera. Secondo la leggenda, Persefone - che poteva uscire dall'Ade solo con la bella stagione - avvisava la madre Demetra (o Cerere) del suo arrivo attraverso un uccello messaggero, appunto la merla.

Non c’è niente da fare, i messaggeri sono sempre gli uccelli; chi preferisce i piccioni viaggiatori per portare messaggi, chi le colombe come simbolo di pace, chi le merle per mandare avvisi.

Ai bambini vengono insegnate diverse filastrocche sulla merla e sul colore nero che la distingue: “in un camin mi son cacciato. Al freddo ho resistito, ma il mio piumaggio è un po' cambiato. Ora sono tutto nero però salvo son dal gelo”.

Insomma, il piumaggio del povero uccello ha cambiato colore diventando tutto nero perché, per cercare un po’ di sollievo dal freddo intenso, si è riparato in un camino.

“Quando vien la Candelora, de l’inverno semo fora; ma se piove o tira il vento, de l’inverno semo dentro”. Questo è il noto detto popolare riferito invece al rituale della Candelora, che ricorre il 2 febbraio. Il proverbio sta ad indicare che se il giorno della Candelora si avrà bel tempo, la bella stagione è ormai vicina. In Calabria siamo più precisi: “a ra cannilora, quaranta jurne e fridde ancora”. Mettiamoci quindi il cuore in pace e sopportiamo il freddo ancora per qualche giorno, ma soprattutto aspettiamo di vedere come sarà il tempo giorno 2 febbraio e capiremo se la primavera è alle porte o bisognerà aspettare ancora.

Gino Campana
Autore: Gino Campana

Ex sindacalista, giornalista, saggista e patrocinatore culturale. Nel 2006 viene eletto segretario generale regionale del Sindacato UIL che rappresenta i lavoratori Elettrici, della chimica, i gasisti, acquedottisti e tessili ed ha fatto parte dell’esecutivo nazionale. È stato presidente dell’ARCA territoriale, l’Associazione Culturale e sportiva dei lavoratori elettrici, vice presidente di quella regionale e membro dell’esecutivo nazionale. La sua carriera giornalistica inizia sin da ragazzo, dal giornalino parrocchiale: successivamente ha scritto per la Provincia Cosentina e per il periodico locale La Voce. Ha curato, inoltre, servizi di approfondimento e di carattere sociale per l’emittente locale Tele A 57 e ad oggi fa parte del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide