3 ore fa:L’Inno di Mameli diventa gioco educativo: così a Corigliano-Rossano si cresce patrioti
1 ora fa:Tutela dei lavoratori e innovazione: Favella e FAI CISL Cosenza siglano convenzione strategica
39 minuti fa:Ambiti sociali, Stasi incalza ancora la Straface: «Commissariamento a mezzo stampa, è delirio»
2 ore fa:«La Giunta Regionale usa i Servizi Sociali per scopi politici. E lo conferma a mezzo stampa»
2 ore fa:Primavera tra le piccole Dolomiti: 68 giovani da 18 Paesi invadono i sentieri arbëreshe
49 minuti fa:Grano duro, svolta storica: nasce la CUN e stop alle borse merci
19 minuti fa:Corigliano-Rossano, torna la lezione genitori-figli al Teatro Paolella della scuola Maros
1 ora fa:Saracena in primo piano su Linea Verde: il borgo del Moscato diventa meta turistica esperienziale
3 ore fa:Sciopero nel commercio in Calabria: stop al lavoro nelle festività, sindacati contro le aperture selvagge
4 ore fa:Bambini arbëreshë tra disegno e canto: la 43ª rassegna del costume rivive nelle scuole

A Schiavonea, nella Parrocchia di Santa Maria ad Nives, ospitata la mostra su Armida Barelli

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - L’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati in collaborazione con l’Istituto Giuseppe Toniolo (Ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), ha ospitato nei giorni scorsi la Mostra “Armida Barelli. Nulla sarebbe stato possibile senza di lei” nella Parrocchia di Santa Maria ad Nives, a Schiavonea.

«Una mostra itinerante – si legge nel comunicato - che in questi mesi sta attraversando le diocesi italiane con lo scopo di far conoscere la figura di una donna determinata e infaticabile che, proclamata beata il 30 aprile scorso nel Duomo di Milano, ha segnato la prima metà del Novecento con la sua volontà di rafforzare la presenza cattolica in tutta Italia. La mostra è perfetta per illustrarne, in modo coinvolgente e immediato, la biografia, dall’infanzia fino alla morte. Attraverso testi, fotografie d’epoca e illustrazioni, essa racconta le tappe fondamentali nella vicenda di Armida, fondatrice della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, figura che affascina le nuove generazioni per la sua determinazione e la sua intraprendenza, frutto di una forte spiritualità e di una piena adesione al messaggio evangelico. A conclusione del percorso espositivo, l’ultimo pannello, attraverso un prospetto cronologico, mette in relazione l’opera di Armida con i più importanti eventi che hanno segnato il nostro Paese in politica e nell’ambito della lotta per l’emancipazione delle donne».

La mostra è stata inaugurata domenica in concomitanza con la giornata mondiale dei giovani diocesana, alla presenza di S. E. l’Arcivescovo Mons. Maurizio Aloise

A conclusione della settimana dedicata alla Mostra si è tenuto il Convegno dal titolo Armida Barelli “Anima Francescana al servizio della Chiesa” alla presenza di due illustri relatori: Mons. Maurizio Aloise e Mons. Luigi Renzo.

«È stata evidenziata la sua spettacolare figura di donna, appassionata nelle cose in cui credeva, e per come si è spesa nel dono totale di sé. Esempio illuminante di una laica impegnata nel mondo “venuta per servire e non per essere servita”, di una testimone credibile di una santità vissuta nel quotidiano. Non poche sono state le difficoltà sociali e culturali che la Beata ha attraversato, e sull’inversione di rotta che la stessa ha avviato per l’emancipazione delle donne. Figura eccezionale di donna che ha lasciato una traccia. Ripercorrere la vicenda di Armida significa riflettere sul suo cammino umano e cristiano, che può ispirare anche il nostro. Non nacque santa né perfetta né sicura di ciò che voleva fare; la sua vita fu un cammino progressivo guidato dalle sue intuizioni, dal suo coraggio, dai suoi sogni, ma anche dagli incontri con persone significative, in un ascolto costante di quelli che oggi possiamo definire i segni dei tempi». 

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.