Ieri:Cantinella, la Tabaccheria dei Rumanò domani celebrerà 50 anni di attività
21 ore fa:Frascineto, Rosanna Viceconte riceve la Borsa di Studio "Luigi Angelo Bellusci"
13 ore fa: Sprovieri Corigliano Volley: si lavora in vista delle prossime gare
Ieri:Una lettera contro il degrado: a Trebisacce il vandalismo dura una notte, il senso civico molto di più
12 ore fa:San Morello, il sindaco ricostruisce un anno di segnalazioni e richieste: «La burocrazia ha rallentato tutto»
17 ore fa:L'atmosfera che si respirava a Mandatoriccio in un giorno di festa negli anni '70
20 ore fa:Celebrare l’identità arbëreshe attraverso l’arte: nasce il Premio Internazionale di Pittura “Luigi Amato”
18 ore fa:Cariati, gli allievi di Libere Note in scena al Teatro Santa Gemma
16 ore fa:Precipita da sei metri in una struttura psichiatrica: 42enne della Sibaritide in prognosi riservata
19 ore fa:Epifania di fuoco a Corigliano-Rossano: due auto incendiate nella notte

La calabrese Swamy Rotolo conquista il David di Donatello

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Giovani talenti calabresi crescono e conquistano le prime pagine dei giornali. Questa volta tocca alla diciassettenne Swamy Rotolo, vincitrice del David di Donatello per il film “A Chiara”, del regista Jonas Carpignano, regista e sceneggiatore regista italo-americano, che da anni vive e lavora a Gioia Tauro.

La giovane attrice esordiente, che vive nella città portuale calabrese, è alla sua prima candidatura e assegnazione, di quelli che sono considerati gli "Oscar" italiani, i premi assegnati dall'Accademia del Cinema. Il film premiato è il sequel di "A Ciambra", pellicola molto sponsorizzata da Martin Scorsese, in cui si racconta la vita della comunità rom insediatasi nell'omonimo quartiere della città portuale. In “A Chiara” si vanno ad approfondire i legami familiari e la complessa realtà di un’adolescente calabrese, interpretata da Swamy, che appartiene a una famiglia della ’ndrangheta.  

L’attrice di gioia Tauro si definisce tenace e ostinata proprio come Chiara, la protagonista del film di Carpignano. La giovane calabrese è legatissima alla famiglia, che a sua volta è legata da vecchia amicizia con il regista di “A Chiara”, Jonas Carpignano.

I suoi modelli di riferimento sono Alba Rohrwacher e Valeria Golino e, a proposito della candidatura ha dichiarato: «Non me l’aspettavo perché sapevo c’erano molte attrici più brave di me. Anche perché non avendo esperienza con altri film, non avendo mai studiato, non pensavo proprio di arrivare ad essere candidata ai David».

Molto attiva su Instagram, splendido viso mediterraneo, dichiara sulla Calabria e la questione ’ndrangheta: «Troppo spesso questo aspetto viene enfatizzato. Ma è un luogo comune, perché la mafia è una cosa talmente grande che esiste dappertutto, non solo nella mia terra. A Gioia Tauro ho sempre vissuto come tutti i ragazzi della mia età tra scuola, palestra, social e amici. Non ho mai assistito a una sparatoria. Noi giovani rappresentiamo il cambiamento, dobbiamo impegnarci per quanto possiamo per ribaltare l’immagine legata all'illegalità dei luoghi in cui viviamo».

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive