Crosia dice stop ai Tirocini di Inclusione Sociale: Cisl Cosenza lancia l'appello a politica e istituzioni
Sei lavoratori restano senza reddito dopo la decisione del sindaco Aiello di sospendere le attività. I Sindacati sul piede di guerra si rivolgono a politica e istituzioni per fare chiarezza sulla vicenda
COSENZA - La Cisl di Cosenza, assieme alla Felsa Territoriale, ribadisce a chiare lettere la sua contrarietà circa l'inaccettabile atto a firma del Sindaco Aiello del Comune di Crosia, con il quale ha voluto mettere fine alle attività svolte dai lavoratori impegnati nei percorsi dei Tirocini di Inclusione Sociale (TIS).
Crosia è finita al centro delle polemiche per la decisione del sindaco Aiello di sospendere le attività dei lavoratori impegnati nei percorsi dei TIS, una scelta che di fatto ha messo fine alle loro prestazioni e li ha privati di qualsiasi forma di sostegno economico. Un provvedimento che ha provocato disservizi e sollevato forti critiche da parte delle organizzazioni sindacali.
Come già denunciato dalla FELSA Regionale e Territoriale, la decisione dell'Amministrazione Comunale «giunge in modo del tutto inatteso e incomprensibile, soprattutto alla luce della comunicazione inviata il mese scorso dalla Felsa CISL Regionale, con la quale si invitava formalmente l'Amministrazione Comunale a fornire ogni utile chiarimento in merito all'istanza presentata alla COSFEL per l'autorizzazione alle assunzioni dei lavoratori TIS, a tutela dei loro diritti».
«Mentre in vari comuni della provincia di Cosenza si procede nella stabilizzazione di lavoratori e lavoratrici TIS, uomini e donne precari da decenni, - si legge nella nota - qui a Crosia si preferisce fare altro. Ricordiamo che il Comune di Crosia ha avuto in carico sei lavoratori impegnati nei percorsi di inclusione sociale di cui al D.D.G. n. 12824/2019 e che la Regione Calabria ha successivamente avviato le procedure per la concessione di un contributo economico finalizzato all'assunzione a tempo indeterminato di tali lavoratori».
«Si precisa inoltre che, con delibera di Giunta Comunale n. 90 del 29/07/2025, il Comune di Crosia manifestava la volontà di procedere alla stabilizzazione dei sei tirocinanti, subordinando l'avvio delle procedure selettive ex art. 16 della legge n. 56/1987 al parere della COSFEL, trattandosi di Ente in riequilibrio finanziario. In data 5 dicembre 2025, tuttavia, ai lavoratori veniva notificata l'interruzione del tirocinio, motivata da un presunto parere negativo della COSFEL. Ad oggi, nonostante le ripetute richieste di chiarimento avanzate dalla Felsa CISL, non è pervenuta alcuna risposta ufficiale da parte del Sindaco e dell'Amministrazione Comunale di Crosia».
Alla luce di quanto sopra, la CISL di Cosenza, il Segretario Generale Michele Sapia e il responsabile territoriale della Felsa CISL, Domenico Lucente, hanno ribadito che «prima di programmare e avviare ulteriori iniziative sindacali in merito, confidano nella politica responsabile e nelle istituzioni competenti. Confidiamo nell'intervento del Prefetto di Cosenza, al quale nei giorni scorsi è stata inviata una dettagliata missiva e richiesto un intervento istituzionale per approfondire la correttezza delle procedure poste in essere dal Comune di Crosia».
«Al Sindaco e alla Giunta Comunale di Crosia - dichiarano - non chiediamo assurdità o stranezze, ma pretendiamo chiarezza e trasparenza; esigiamo tutele e dignità per sei famiglie. Inoltre, ricordiamo al Sindaco Aiello che la tutela del lavoro e della dignità delle persone non può essere sacrificata a causa di incertezze o procedure amministrative, ma esige buon senso e confronto responsabile. Non solo. Con la delibera di Giunta comunale n. 90 del 29 luglio 2025, l’Amministrazione di Crosia aveva manifestato la volontà di procedere alla stabilizzazione dei sei tirocinanti, subordinando però l’avvio delle procedure selettive, ai sensi dell’articolo 16 della legge n. 56/1987, al parere della COSFEL, considerato che l’ente si trova in riequilibrio finanziario. Il 5 dicembre 2025 arriva però la brusca svolta: ai lavoratori viene notificata l’interruzione del tirocinio, motivata da un presunto parere negativo della COSFEL. Da quel momento, nonostante le ripetute richieste di chiarimento avanzate dalla Felsa CISL, dal sindaco Aiello e dall’Amministrazione comunale non è giunta alcuna risposta ufficiale».
Di fronte a questo silenzio istituzionale, la CISL di Cosenza, attraverso il segretario generale Michele Sapia e il responsabile territoriale della Felsa CISL, Domenico Lucente, ribadisce la necessità di fare piena luce sulla vicenda. Prima di avviare ulteriori iniziative sindacali, il sindacato dichiara di confidare nel senso di responsabilità della politica e delle istituzioni competenti, auspicando un intervento del Prefetto di Cosenza, al quale è stata già inviata una dettagliata missiva per verificare la correttezza delle procedure adottate dal Comune di Crosia.
«Non chiediamo assurdità – sottolineano i rappresentanti sindacali – ma chiarezza e trasparenza. Pretendiamo tutele e dignità per sei famiglie». Un messaggio diretto al sindaco Aiello e alla Giunta comunale, con un richiamo netto: la tutela del lavoro e della dignità delle persone non può essere sacrificata a causa di incertezze o rigidità amministrative, ma richiede buon senso, confronto e responsabilità istituzionale.