Cariati, accesa la fiamma dei Giochi della Pace: in arrivo studenti da tutta la Calabria
Fiaccola da Sibari e Crotone fino a Cariati. Studente russo e ucraino insieme tedofori nel segno del dialogo
CARIATI - Lo sport come linguaggio universale, capace di superare divisioni e conflitti. A Cariati si è aperta la prima giornata dei “Giochi della Pace e dello Sviluppo”, iniziativa dedicata all’educazione motoria e ai valori della convivenza civile che ha coinvolto scuole, istituzioni e comunità del territorio.
L’evento è promosso dall’IIS Cariati “Patrizi-Mazzone”, dall’Istituto Comprensivo “E. De Amicis” e dal Comune di Cariati, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, delle amministrazioni locali, delle diocesi e di numerose realtà associative. L’iniziativa rientra nel progetto “Cariati Città della Vittoria”, collegato ai Nuovi Giochi della Gioventù.
Il momento più simbolico della mattinata è stato la Staffetta della Vittoria della Pace e dello Sviluppo. Due delegazioni di studenti sono partite contemporaneamente da Sibari e Crotone, ripercorrendo idealmente le strade che nell’antichità segnavano la rivalità tra le due polis della Magna Grecia. Oggi, invece, lo stesso percorso diventa metafora di dialogo e riconciliazione.
A portare la fiaccola fino a Cariati sono stati un ragazzo russo e uno ucraino, scelti come tedofori e messaggeri di pace: un gesto dal forte valore simbolico in un momento storico segnato dal conflitto tra i due Paesi.
La fiaccola è arrivata alla Chiesa Cristo Re, dove è stato acceso il braciere olimpico alla presenza di studenti, cittadini e rappresentanti istituzionali. Dopo l’esecuzione dell’Inno nazionale si sono svolti il giuramento dell’atleta e quello del giudice, davanti a delegazioni scolastiche provenienti da Crotone, Strongoli, Cirò, Cirò Marina, Sibari, Cassano all’Ionio, Corigliano, Rossano, Mirto Crosia e Cariati.
A seguire si è tenuto il convegno “La Pace e il bene comune per una giustizia sociale”, moderato dal coordinatore regionale EMFS dell’USR Calabria Santino Mariano. Dopo il saluto del parroco don George Viju e del sindaco Cataldo Minò, sono intervenuti il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, l’assessore di Cassano allo Ionio Rosario Marino, il sindaco di Terravecchia Paolo Pignataro e numerosi rappresentanti del mondo ecclesiale e istituzionale.
Nel corso degli interventi è stato ribadito come la pace non sia soltanto l’assenza di guerra ma una scelta quotidiana, che nasce dall’educazione, dal dialogo e dal rispetto reciproco. Un messaggio condiviso anche dagli studenti, protagonisti con testimonianze e riflessioni sul valore della convivenza civile.
Per la dirigente scolastica Sara Giulia Aiello, si tratta di «un evento capace di unire istituzioni, scuola e Chiesa attorno a un obiettivo comune». «Ognuno di noi può fare la propria parte per la pace – ha sottolineato –. La pace è anche vivere bene con il territorio, con il compagno di banco, con la propria comunità».
Con l’accensione del braciere e l’avvio delle attività sportive, i Giochi della Pace e dello Sviluppo si candidano così a diventare un simbolo di dialogo e rinascita culturale, dimostrando come lo sport possa trasformarsi in uno strumento concreto per costruire ponti tra popoli e generazioni.