Liceo San Nilo, l'affondo di Stasi: «Il trasferimento dell'Artistico è stata una follia» | VIDEO
Dopo Faragalli, interviene anche il sindaco: attacco sul passato e proposta sul futuro. Sul tavolo un’operazione che può ridisegnare gli equilibri tra centro storico e scalo
CORIGLIANO-ROSSANO – Sul futuro del Liceo Classico “San Nilo” entra nel merito anche il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. Dopo le dichiarazioni del presidente della Provincia Biagio Faragalli, che ha annunciato l’avvio degli interventi per la messa in regola della certificazione antincendio (la SCIA che oggi manca allo storico edificio di via XX Settembre) e aperto alla possibilità di riportare l’Artistico nel centro storico, arriva ora la posizione dell’amministrazione comunale. Ed è una posizione tutt’altro che neutra.
Stasi parte da un punto fermo, che riguarda il passato recente e che segna una distanza netta rispetto alle scelte compiute: «Lo spostamento del Liceo Artistico è stata una follia che non è stata condivisa assolutamente dall’ente comunale». Un giudizio politico chiaro, che riapre una frattura mai sanata tra Comune e Provincia sulla gestione degli spazi scolastici cittadini.
Il sindaco entra poi nel merito delle criticità che hanno portato all’interdizione del terzo piano dell’edificio, sottolineando come, ancora oggi, permangano zone d’ombra sotto il profilo tecnico: «A me che sono il sindaco, ancora sotto il profilo tecnico sfuggono le ragioni di questa interdizione. Non si è capito se il tema è il cantiere (quello aperto per il restauro dell’adiacente palazzo Francalanza, ndr). E, qualora lo fosse stato, il titolare del cantiere, cioè il Comune, avrebbe quantomeno dovuto essere informato. Questo non è avvenuto».
Un passaggio che, di fatto, certifica una gestione non condivisa di una fase delicata e che ha avuto ricadute dirette sull’organizzazione scolastica.
Messo da parte il passato, però, il confronto istituzionale sembra oggi riaprirsi su basi diverse. Il sopralluogo congiunto tra Comune e Provincia avvenuto nei giorni scorsi anche alla presenza dei due consiglieri provinciali di Corigliano-Rossano, Giuseppe Turano e Antonio Uva, rappresenta il punto di ripartenza di un ragionamento più ampio, che guarda non solo alla messa in sicurezza dell’edificio, ma alla valorizzazione complessiva del polo storico del San Nilo.
Ed è qui che Stasi rilancia, non limitandosi a condividere l’ipotesi del ritorno del Liceo Artistico nel centro storico, ma mettendo sul tavolo una proposta ancora più strutturata: «Non solo sono favorevole affinché ritorni l’Artistico nel San Nilo, ma ho prospettato al presidente della Provincia anche la possibilità di unire gli interessi delle amministrazioni per fare un bene alla città».
Il ragionamento si innesta su una partita più ampia che riguarda gli spazi scolastici tra centro storico e scalo. Il Comune, infatti, è alla ricerca di soluzioni per le esigenze legate alla scuola media del quartiere Donnanna e guarda con interesse all’edificio dell’ex Geometra, di proprietà della Provincia, e già occupato dalla scuola primaria di secondo grado, ma solo parzialmente.
«Quello potrebbe essere per il Comune uno spazio estremamente funzionale – spiega Stasi – saremmo disposti ad acquistarlo. E i fondi che la Provincia ricaverebbe da questa operazione potrebbero essere utilizzati per mettere a posto Palazzo Santa Chiara e metterlo a servizio del Liceo San Nilo».
Una proposta che, di fatto, introduce un possibile scambio di interessi: da un lato il Comune acquisirebbe uno spazio strategico nello scalo, dall’altro la Provincia potrebbe reperire risorse per completare un tassello fondamentale del complesso storico del San Nilo.
Il riferimento è proprio a Palazzo Santa Chiara, parte integrante del sistema che comprende anche l’edificio principale del liceo e di Palazzo Francalanza, quest’ultimo ormai prossimo alla riconsegna con laboratori e alloggi per studenti. Un complesso che, nelle intenzioni, dovrebbe tornare a funzionare in maniera organica, superando la frammentazione degli ultimi anni.
«È un’idea che abbiamo condiviso – conclude il sindaco – ovviamente poi vanno fatti tutti i passaggi politici e amministrativi, ma l’obiettivo è valorizzare quel bellissimo complesso a finalità didattiche». In buona sostanza, creare a ridosso dello storico quartiere della Giudecca, nel cuore del centro storico bizantino, un vero e proprio polo studentesco con scuole, laboratori e persino un convitto.
La linea, dunque, sembra convergere: da una parte la Provincia che accelera sulla messa in sicurezza dell’edificio e apre al ritorno dell’Artistico; dall’altra il Comune che non solo dà disponibilità politica, ma prova a costruire una soluzione più ampia, mettendo in relazione esigenze diverse.
Adesso, però, si entra nella fase decisiva. Perché dalle intenzioni si dovrà passare agli atti. Perché da queste parti siamo cresciuti a pane e buone intenzioni e, su queste, abbiamo fatto la barba bianca. Ora servono i fatti.