Sibari, l’affondo di Sinistra Italiana: «Basta propaganda, servono interventi sul Crati»
Dopo l’alluvione del 13 febbraio, l’atto d’accusa: «Milioni stanziati ma nessuna soluzione strutturale. La sicurezza viene prima della valorizzazione»
CORIGLIANO-ROSSANO - «Basta propaganda». È un j’accuse senza sconti quello lanciato da Sinistra Italiana – AVS della provincia di Cosenza sulla gestione del rischio idraulico nell’area di Sibari e della Sibaritide, a oltre due mesi dall’alluvione del 13 febbraio.
Nel documento diffuso nelle scorse ore, il partito denuncia una situazione rimasta sostanzialmente immobile: «Nessuna risposta e nessun intervento strutturale avviato», si legge, rilanciando anche le posizioni espresse dal movimento civico “I Guardiani del Crati”, che da settimane sollecita interventi urgenti sul fiume.
Il nodo centrale resta quello della sicurezza idraulica. Secondo Sinistra Italiana, il caso Sibari non può più essere trattato come un’emergenza episodica, ma rappresenta «una crisi strutturale nota da anni», legata a un sistema fluviale compromesso e a un territorio classificato a massimo rischio.
Sotto accusa finiscono anche le responsabilità istituzionali. «La messa in sicurezza dell’alveo del Crati non è competenza del Ministero della Cultura – si evidenzia – ma di Regione, Protezione Civile e Ministero dell’Ambiente». Un passaggio che punta il dito contro quella che viene definita una catena di rinvii e omissioni.
Particolarmente duro il giudizio sull’utilizzo delle risorse: oltre 30 milioni di euro stanziati negli ultimi anni tra Patto per il Sud e masterplan, senza però arrivare a una soluzione definitiva. «Si continua a investire in accessibilità e valorizzazione mentre la sicurezza resta irrisolta», è la critica, che parla di un «rovesciamento delle priorità».
Da qui la richiesta di un cambio di passo: interventi immediati sul sistema idraulico, ripristino della legalità nelle aree golenali e una pianificazione strutturata con responsabilità chiare.
Il documento si chiude con un appello alla mobilitazione territoriale: cittadini, associazioni e comunità scientifica chiamati a pretendere «trasparenza, tempi certi e azioni concrete». Perché, è la sintesi politica, «la Sibaritide non può restare ostaggio dell’emergenza».