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Calabria, strage silenziosa nei cantieri: «26 morti sul lavoro in un anno, non è fatalità»

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CATANZARO – Ventisei morti sul lavoro in un solo anno e oltre 8.800 denunce di infortunio. Numeri che, secondo il segretario generale di Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, raccontano una vera emergenza sociale e certificano come la sicurezza nei luoghi di lavoro continui ad essere una delle grandi ferite aperte della regione.

In occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, il sindacato degli edili della Cgil lancia un nuovo allarme sul fenomeno degli incidenti mortali, sottolineando come anche il 2025 confermi un quadro definito «drammaticamente preoccupante», con la Calabria collocata tra le regioni italiane a maggiore incidenza del fenomeno.

Dietro le statistiche – denuncia il sindacato – ci sono vite spezzate, famiglie distrutte e comunità ferite. «Non siamo di fronte a fatalità inevitabili – afferma la Fillea – ma alle conseguenze dirette di prevenzione carente, controlli insufficienti e di un’organizzazione del lavoro che troppo spesso sacrifica la vita umana sull’altare del profitto».

Nel mirino finiscono soprattutto le condizioni nei cantieri. Il settore delle costruzioni continua infatti a rappresentare uno degli ambiti più esposti al rischio. La Fillea parla apertamente di «turni massacranti», con lavoratori costretti in alcuni casi a superare le dieci ore giornaliere, aumentando in modo esponenziale il rischio di incidenti.

Da qui una serie di richieste precise avanzate dal sindacato: dall’istituzione di una Procura nazionale speciale per i reati legati alle morti sul lavoro fino all’introduzione del reato specifico di omicidio colposo sui luoghi di lavoro. Sul tavolo anche il rafforzamento degli organi ispettivi – Ispettorato del Lavoro, SPISAL e ASP – considerati oggi largamente sottodimensionati.

Tra i punti centrali della piattaforma anche il contrasto alla cosiddetta “formazione pirata”, quella che trasforma la sicurezza in un semplice attestato da ottenere senza reale preparazione. Per la Fillea, invece, la formazione deve essere «qualificata, verificabile e concreta».

Nel comparto edile, il sindacato ribadisce inoltre il ruolo strategico del sistema bilaterale e delle Scuole Edili, indicati come strumenti fondamentali di prevenzione, legalità e qualità del lavoro.

Il messaggio finale è netto: «Morire di lavoro non è, e non sarà mai, accettabile in un Paese civile». Un richiamo che trasforma il 28 aprile non soltanto in una giornata di memoria, ma in una richiesta di mobilitazione concreta contro quella che viene definita una strage quotidiana spesso relegata ai margini del dibattito pubblico.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.