19 ore fa:Cosenza, 87 anni dei Vigili del Fuoco: il 27 febbraio prima cerimonia ufficiale al Comando provinciale
16 ore fa:UST CISL punta al dialogo stabile con l'Unical: al centro imprese per sviluppo e occupazione
13 ore fa:A San Cosmo Albanese le reliquie di San Francesco d'Assisi per l’ottavo centenario della sua morte
14 ore fa:Co-Ro, Caputo e Romano (FdI) chiedono militari e presidio di Polizia stabile in città
12 minuti fa:Borse di studio per ricordare le vittime del lavoro: la Fillea Cgil fa tappa a Castrovillari
15 ore fa:Due ore per 120 chilometri: ecco perché Crotone (oggi) non è lo scalo naturale della Sibaritide
1 ora fa:Cozzo Cerasello e la Sibari sul Traente: a Co-Ro la presentazione del libro di Maurizio Traversari
17 ore fa:Maracanã Sport - In onda la diciottesima puntata della trasmissione sportiva
14 ore fa:Aiello rilancia: nuovo vicesindaco e partita riaperta a Crosia
15 ore fa:Even vola a Hollywood: in concorso al Los Angeles Italia Film Festival e ai David 2026

Franco Battiato ad un anno dalla scomparsa, la traccia del suo genio è ancora viva

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Una traccia del sole mediterraneo, che vibra nelle corde del nostro animo, di noi gente del sud che sulle note del maestro Franco Battiato, abbiamo sognato, cantato e ballato.

L’era del cinghiale bianco avanza, come una figura dirompente di un visionario della musica, attraverso la quale, lo stesso cantautore è diventato filosofo.

I treni di Tozeur passano veloci come il tempo che nessuno afferra se non l’arte, che resta immortale e sopravvive anche alla stessa tecnologia, quella delle nuove astronavi, che non sciupa l’affetto e l’amore caldo di una madre. Perché le donne del sud, il calore materno lo trasmettono con gli occhi, sorridendo.

In questo filo di versi e note ricercate, Franco Battiato per noi è ancora vivo, nonostante sia scomparso il 18 maggio di un anno fa. Ricordiamo quando l’abbiamo conosciuto, pervasi da una forte emozione riuscendo a sussurrare di fronte a lui: «Maestro» e lui con un sorriso dolcissimo, ha sorriso e accarezzato il volto di chi scrive.

Non ci voleva altro perché è tato subito chiaro da quel momento, che nessuna presunzione ha mai toccato l’animo di un personaggio che con la sua musica, ha cullato e cresciuto intere generazioni d’italiani.

Vogliamo ricordarlo con alcuni versi in dialetto di una canzone che solo noi del sud possiamo comprendere nell’immediato. E’ Stranizza d'amuri, che rappresenta senz'altro una delle sue canzoni migliori, sebbene sia un capolavoro rimasto a lungo nell'ombra. Battiato esprime tutto il senso di precarietà del secondo dopo guerra in Sicilia, nel Sud e lo canta, ma poi tra le ansie sboccia tra i versi l’amore, quello strano stato dell’essere che cancella ogni timore sul futuro e risveglia l’attaccamento alla vita:

Man manu ca passunu i jonna

sta frevi mi trasi 'nda ll'ossa

ccu tuttu ca fora c'è a guerra

mi sentu stranizza d'amuri

l'amuri

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive