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L’Elefante di Pietra e «la straordinaria coincidenza che potrebbe aprire una porta verso Oriente»

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CAMPANA – Il megalite di Campana, conosciuto come l’Elefante di pietra, è sicuramente uno dei 100 marcatori identitari della Regione Calabria più avvolti dal mistero. Sulla sua origine e sulla natura dell’opera decine e decine di studi hanno portano ad un risultato sensazionale: il monumento sarebbe quasi sicuramente di origine antropica, anche se restano dei dubbi sulla datazione. Le due ipotesi più accreditate restano l’epoca di Pirro o quella dei Cartaginesi.

«Secondo uno di questi studi, quello condotto dal professor Cassino – ci rivela il professor Armando Rossi - i blocchi di pietra che formano l’Elefante sarebbero infatti uniti da strati di malta, avvalorando ulteriormente l’ipotesi della mano dell’uomo nella realizzazione del megalite».

Ora, il professor Rossi, presidente dell’associazione Co.Re. (scuola di alta formazione in conservazione e restauro), tenta di dare una risposta in merito alla datazione tramite un’indagine toponomastica.  La domanda alla base dello studio è: Perché il luogo dove sorgono i Giganti di Pietra si chiama Incavallicata?.

Forse proprio in questo particolare nome potrebbe risiedere la risposta sull’origine del megalite, il professor Rossi infatti parla di «una straordinaria coincidenza che potrebbe “aprire un’ulteriore porta” dalla Calabria verso l’Oriente».

«Fino al 1600 – aggiunge – questo luogo è infatti indicato come “Cozzo dei Giganti”. Poi, quasi all’improvviso, torna un vecchio e desueto nome: “Incavallicata”. Da questo particolare potrebbe scaturire la risposta a quale sia il periodo storico in cui sarebbero sorti i due Giganti di Campana. Mi preme dire che il mio studio “simbolico allegorico” si trova in linea con una delle ipotesi fatte dal professor Cassino».

I dettagli di questa scoperta saranno rivelati durante l’evento “I Giganti dell’Incavallicata: «Una lettura non ordinaria per una valorizzazione straordinaria»” che si terrà a Campana sabato 18 settembre alle 16,30 nella sala consiliare.

Perchè «quando non si hanno molti documenti... bisogna far parlare i monumenti» conclude Rossi.

Durante l’evento, introdotto e moderato dal vicesindaco Luigi Spina, verrà illustrato lo studio di e dal professor Armando Rossi; prenderanno parte l’assessore alla cultura Virginia Aiello, Francesca Loredana Pastore assessore alla crescita economica e urbana di Cosenza e il sindaco Agostino Chiarello.

(foto di Giuseppe Berardi)

Giusi Grilletta
Autore: Giusi Grilletta

Da sempre impegnata in attività per il prossimo, è curiosa, gentile e sensibile. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, consegue la magistrale in Teoria e Metodi per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Consegue una seconda laurea magistrale in Pedagogia per ampliare le sue conoscenze. Ha lavorato presso agenzie di comunicazione (Lenin Montesanto Comunicazione e Lobbing) e editori calabresi (Falco Editore). Si è occupata di elaborare comunicati stampa, gestire pagine social, raccogliere e selezionare articoli per rassegne, correggere bozze e valutare testi inediti. Appassionata di scrittura, partecipa a corsi creativi presso il Giffoni Film Festival e coltiva la sua passione scrivendo ancora oggi racconti (editi Ilfilorosso) che trasforma in audio-racconti pubblicati sul suo canale YouTube. Ama la letteratura, l’arte, il teatro e la cucina.