Agguato a Cassano, il duro monito del vescovo Savino: «La nostra terra non si consegni alla paura»
Il vescovo di Cassano interviene dopo l'agguato costato la vita a Silvana Sibarelli: «Serve una condanna netta e l'impegno di tutti». Convocata un'assemblea pubblica di concerto con il sindaco Giampaolo Iacobini
CASSANO JONIO - «La nostra terra non si consegni alla paura. Restiamo uniti contro la violenza». È un appello forte, fermo e accorato quello lanciato da Monsignor Francesco Savino, Vescovo di Cassano all'Ionio, all'indomani del sanguinoso agguato consumatosi in contrada Lattughelle, che ha provocato l'uccisione di Silvana Sibarelli e il grave ferimento di Damiano Pepe.
Di fronte alla «cinica barbarie delle armi», il presule rimarca la necessità di una condanna netta, rivolgendo un ammonimento diretto a chi si è macchiato di tale violenza affinché deponga le armi e si assuma la responsabilità del male compiuto, ricordando che nessuno può arrogarsi il potere di decidere della vita altrui. Monsignor Savino mette inoltre in guardia contro i rischi della rassegnazione e del silenzio, ammonendo espressamente chi tende a sminuire l'accaduto liquidandolo come un semplice regolamento di conti «fra di loro». Al contrario, la terra calabrese appartiene a chi la abita, la cura e vi cresce i propri figli.
Nel ribadire la massima fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine, il Vescovo sottolinea che al loro impegno quotidiano deve affiancarsi il contributo civico di ciascuno: denunciare, collaborare, respingere ogni forma di connivenza e non lasciare solo chi trova il coraggio di parlare.
Per dare un segnale concreto di reazione e coesione sociale, di concerto con il sindaco Gianpaolo Iacobini, è stato promosso un momento pubblico di forte denuncia e di assunzione di responsabilità: l'appuntamento è fissato per lunedì 26 ottobre, alle ore 16, presso il Teatro comunale. Un'occasione aperta a istituzioni, parrocchie, associazioni e cittadini per tradurre l'indignazione in scelte quotidiane e durature, affinché l'impegno per la legalità non si spenga con lo spegnersi dei riflettori.