Presìdi rimossi, ma trasporti in affanno: la Prefettura apre alla scorta dei mezzi
I gestori dei centri di approvvigionamento potranno chiedere alla Questura servizi di scorta e tutela per i propri automezzi. La situazione resta ancora critica
COSENZA - I presìdi sono stati rimossi, ma per la Prefettura la partita dei trasporti non è ancora chiusa. Con una nota diffusa nella tarda mattinata di oggi, l’Ufficio territoriale del Governo di Cosenza ha comunicato che, se dovessero persistere difficoltà nella fluidità dei trasporti, i gestori dei centri di approvvigionamento merci potranno chiedere alla Questura l’attivazione di servizi di scorta e tutela per i propri mezzi.
È un passaggio rilevante nella vicenda della protesta degli autotrasportatori perché la rimozione dei presìdi evidentemente non coincide automaticamente con il ritorno alla normalità. La stessa Prefettura segnala la possibilità che restino «oggettive criticità» e indica una procedura per proteggere i veicoli e mantenere attivi i rifornimenti.
La nota precisa che le scorte non sono state disposte d’ufficio: i gestori interessati dovranno presentare una formale istanza alla Questura di Cosenza. La misura, spiega la Prefettura, è finalizzata a garantire la continuità degli approvvigionamenti e la tenuta della catena di distribuzione.
Il comunicato arriva mentre la protesta è ufficialmente sospesa e l’attenzione si sposta sul confronto istituzionale atteso per il 27 ottobre. Resta da capire se, e in quali aree, le criticità richiederanno l’intervento delle forze dell’ordine. Intanto il messaggio è chiaro: la rimozione dei presìdi ha chiuso una fase della mobilitazione, ma non basta da sola a certificare che le merci circolino senza ostacoli.