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Mandatoriccio, ecco la verità: depuratore vetusto e sottodimensionato

3 minuti di lettura

MANDATORICCIO – Ora la verità è scritta sulla pietra: il depuratore di località Armirò è vetusto, sottodimensionato rispetto ai carichi estivi e necessita di interventi strutturali urgenti. Lo scrive la Regione nella risposta all’interrogazione presentata dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà, che ha chiesto chiarimenti sul sistema di depurazione, sui finanziamenti e sui controlli delle acque marine a seguito dei fatti accaduti nell'agosto scorso quando un gruppo di persone, tra cui tanti bambini, hanno accusato malori dopo aver fatto il bagno.

I malori dei bambini, insomma, non hanno ancora una causa accertata. Ma, mentre resta senza risposta la domanda su cosa abbia provocato quei disturbi, dagli atti regionali emerge un’altra verità, questa volta scritta nero su bianco.


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Scutellà aveva depositato il 2 settembre un’interrogazione a risposta scritta con sette domande: condizioni degli impianti, eventuali guasti e sottodimensionamenti, destino dei finanziamenti, controlli e capacità di depurazione durante l’estate. La Regione ha risposto il 20 ottobre. Il lavoro ispettivo della consigliera ha portato la questione dentro gli atti del Consiglio regionale e ha chiesto conto di chi deve intervenire, con quali risorse e con quali tempi. 

La relazione regionale conferma che l’impianto di Armirò, sottoposto a sequestro il 27 agosto, ha una «diffusa e acuta precarietà infrastrutturale» associate a carenze di manutenzione non solo nel depuratore, ma anche nei nove impianti di sollevamento della rete fognaria. Le apparecchiature elettromeccaniche e i quadri elettrici risultano obsoleti e mancano, in diversi casi, pompe di riserva. Ovviamente, a scanso di equivoci, c'è poco da imputare alla nuova Amministrazione comunale a guida Iozzi, insediatasi appena a giugno scorso.

Però, se non ci sarebbero colpe dirette dei singoli sicuramente c'è una colpa, gravissima, della gestione amministrativa dell'ente comunale. La Regione, infatti, mette anche nero su bianco il nodo delle competenze: Mandatoriccio non è ancora passata in gestione a Sorical. Fino al trasferimento, la gestione degli impianti resta in capo al Comune; la programmazione spetta invece ad Arrical. E la risposta afferma che la capacità depurativa è «notoriamente insufficiente» rispetto all’aumento della popolazione estiva. Per adeguarla, si legge, è il Comune dovrà fare le valutazioni progettuali necessarie.

I fondi ci sono. Il cantiere?

Nel 2018 la Regione aveva finanziato con 680mila euro il potenziamento dell’impianto di Armirò e la realizzazione di nuovi impianti nelle località Torno e Greche. Quei lavori vengono ancora indicati, oggi, come se fossero in fase di conclusione, ma la stessa relazione evidenzia come siano insufficienti a superare la procedura d’infrazione europea che riguarda proprio l’agglomerato di Mandatoriccio.

Per completare il sistema depurativo-fognario, in realtà, sono stati poi ammessi a finanziamento 1,5 milioni di euro a valere sulle risorse FSC 2021-2027. La convenzione con il Comune risulta sottoscritta e, secondo la Regione, ora l’ente deve avviare gli interventi, considerato che a settembre scorso è stata anche sottoscritta la nuova convenzione.

Poi ci sono le analisi Arpacal

Anche le analisi Arpacal vanno lette senza scorciatoie. Tra il 2022 e il 2025 tutti i 150 campioni ufficiali di balneazione risultano conformi. Nel 2026 alcuni prelievi del 18 e 20 agosto hanno invece rilevato superamenti degli enterococchi in tre stazioni, con un valore massimo di 5.794 UFC per 100 millilitri. I campioni suppletivi del 26 agosto sono rientrati nei limiti; il 15 settembre tutte e sei le stazioni sono risultate conformi.

Il monitoraggio aggiuntivo al Canale Armirò, dove vengono riversate le acque del depuratore, ha dato un risultato diverso alla foce: il campione dell’8 settembre (prelevato proprio nelle acque di transizione), è risultato non conforme, con Escherichia coli ed enterococchi entrambi oltre 24.196 MPN per 100 millilitri. I quattro campioni raccolti in mare nello stesso controllo erano invece conformi. Anche il campione dello scarico del depuratore prelevato il 6 luglio era risultato entro i limiti indicati da Arpacal. Insomma, dati altalenanti ma che restituiscono un evidente problema strutturale.


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La nota Arpacal allegata alla risposta riferisce inoltre che, al 25 settembre, non erano ancora disponibili gli esiti del campione prelevato il 1° settembre nel torrente Armirò insieme ai Carabinieri del Nas. La risposta regionale, dunque, non chiude il capitolo dei malori e non stabilisce un nesso tra i bambini e l’inquinamento. Chiarisce però la condizione dell’impianto e indica il prossimo passaggio: il Comune deve avviare le opere finanziate. È su quei lavori, e sui tempi per farli partire, che ora si misureranno le risposte istituzionali.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.