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Fusioni dei comuni in Calabria, l'analisi di Fullone e Mazza: «L'errore è farle senza una direzione»

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CORIGLIANO-ROSSANO – La questione dell'organizzazione territoriale non può più essere rinviata, specie in regioni come la Calabria dove la demografia presenta un conto salatissimo tra spopolamento giovanile e saldi naturali negativi. A rimettere al centro del dibattito il tema cruciale delle fusioni tra enti locali sono Sandro Fullone e Domenico Mazza, che analizzano luci e ombre di un processo spesso affidato unicamente alla spinta degli incentivi statali piuttosto che a una visione strategica di lungo respiro.

Dai dati del Ministero dell'Interno emerge che tra il 2014 e il 2025 lo Stato ha destinato almeno 720 milioni di euro alle fusioni (di cui 172 milioni nel solo biennio 2024-2025 distribuiti a 106 enti). Tuttavia, nel panorama nazionale manca ancora un bilancio strutturato che colleghi tali risorse ai risultati effettivi: quali fusioni abbiano generato risparmi reali, quali abbiano migliorato i servizi e quali si siano limitate a incassare i contributi. Una criticità che in Calabria si scontra con una frammentazione estrema: su 404 comuni, ben 324 (quattro su cinque) contano meno di 5.000 abitanti, rendendo l'intero territorio debole e scarsamente competitivo nell'intercettare i fondi e i progetti integrati europei, che richiedono massa critica e capacità di programmazione.

Per Fullone e Mazza non bastano le semplici unioni di comuni, che mantengono intatti i costosi apparati politici di ciascun ente, né serve un approccio puramente aritmetico basato sulla somma degli abitanti. Occorre invece distinguere tra fusioni necessarie (legate alla sostenibilità finanziaria dei piccoli enti in sofferenza) e fusioni strategiche (volte a ridisegnare il territorio sulla base di continuità, relazioni economiche e servizi condivisi). Criteri trasparenti, basati su popolazione, contiguità e funzioni associate, dovrebbero guidare la legge regionale e statale, legando l'erogazione degli incentivi al raggiungimento di risultati verificabili.

Un banco di prova fondamentale è rappresentato dal caso di Corigliano-Rossano, che nel 2025 figura tra gli enti beneficiari del tetto massimo del contributo statale (due milioni di euro). Con i suoi circa 74.000 abitanti, il comune ionico è oggi il più popoloso della provincia di Cosenza, ma dimostra come l'integrazione sia un processo avviato e non ancora compiuto: «La fusione non si misura soltanto con una calcolatrice o contando gli uffici accorpati – sottolineano Fullone e Mazza –. Bisogna trasformare la dimensione amministrativa in effettiva capacità di governo, programmando strategie comuni su infrastrutture, turismo e servizi».

La conclusione è un invito chiaro alla politica e alle comunità: se l'obiettivo è il mero risparmio, si otterrà una semplice riorganizzazione burocratica; se si punta a territori più forti, capaci di fare rete e di competere, si compirà una vera e propria riforma strutturale per il futuro della Calabria.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.