«Operai a casa e clementine da buttare». L'altra faccia della protesta degli autotrasportatori
Stefano Mascaro, imprenditore agricolo e ultimo sindaco di Rossano prima della fusione, chiede a Stasi un incontro urgente con il prefetto: «Abbiamo regalato una settimana di spesa alla Spagna»
CORIGLIANO-ROSSANO – «Operai a casa e merce raccolta in cella o, peggio ancora, già confezionata da buttare». Stefano Mascaro, imprenditore agricolo e agrumicoltore, ultimo sindaco di Rossano prima della fusione, racconta così il prezzo che le aziende stanno pagando per il fermo dell’autotrasporto. Uno sfogo duro, che porta dentro la protesta il punto di vista di chi ha prodotti pronti a partire e non riesce a consegnarli.
«Parole e passerelle e foto», denuncia Mascaro, contrapponendo le presenze pubbliche alla situazione delle imprese. Il suo allarme riguarda soprattutto la campagna delle clementine e una finestra commerciale che rischia di chiudersi prima che la merce raggiunga i mercati.
La corsa contro il tempo delle varietà precoci
«Tra poco la varietà più precoce e più costosa uscirà di scena per far posto al clementino comune», avverte l’imprenditore. È il punto centrale della sua denuncia: il tempo perso nelle consegne non è necessariamente recuperabile alla fine del fermo. L’avvicendamento delle varietà sul mercato rende particolarmente delicata questa fase della stagione. Per chi ha già raccolto, conservato o confezionato il prodotto, l’attesa significa esporsi al rischio di perdere la vendita dopo averne sostenuto i costi.
«Siete degli irresponsabili e incoscienti», scrive Mascaro, esprimendo la rabbia per una situazione che, nella sua ricostruzione, sta scaricando sulle aziende agricole le conseguenze della paralisi logistica. «Le altre regioni consegnano, noi siamo al palo».
L’altro fronte è quello della concorrenza. Mascaro sostiene che, mentre le produzioni calabresi restano ferme, altri territori stiano raggiungendo i clienti della grande distribuzione. «Incredibilmente le altre regioni stanno consegnando la merce in queste ore. Ci sono i lotti di partenza nella GDO del Nord che dicono che la Puglia e la Basilicata sono passate e noi siamo al palo».
Una circostanza riferita dall’imprenditore, che alimenta la sua preoccupazione per la perdita di spazi commerciali. Il danno denunciato non riguarda soltanto la merce ferma, ma anche le forniture sostituite da quelle dei concorrenti. «Abbiamo regalato una settimana di spesa alla Spagna», afferma. E aggiunge: «Siamo sconfitti dagli altri concorrenti Europei, dal Nord Africa e anche dalle regioni limitrofeì».
L’appello a Stasi: subito un incontro con il prefetto
Dallo sfogo arriva una richiesta diretta al sindaco di Corigliano-Rossano: «Sindaco Stasi, ti chiediamo di organizzare un incontro urgente, per subito, con il signor prefetto di Cosenza». Mascaro sollecita dunque un confronto istituzionale immediato, mentre le aziende devono fare i conti con lavoratori fermi e prodotti deperibili che attendono di essere spediti.