Cariati, gli ulivi di Leonardo Montesanto nel reparto di Medicina: il Comune dona un dipinto
L’opera, già donata dall’artista all’Ente, trova spazio nell’ospedale. Il sindaco Minò: «Un segno di bellezza e vicinanza a pazienti, familiari e personale sanitario»
CARIATI – Gli ulivi, simbolo di vita, pace e speranza, entrano nei luoghi della cura. Un dipinto del professor Leonardo Montesanto arricchisce da ieri, 20 ottobre, gli ambienti del nuovo reparto di Medicina Generale del presidio ospedaliero di Cariati, grazie alla donazione dell’Amministrazione comunale.
L’opera era stata precedentemente donata dall’artista al Comune. Montesanto ha poi condiviso la scelta dell’Amministrazione, acconsentendo alla sua destinazione al reparto: un gesto pensato per rendere più accoglienti gli spazi ospedalieri e trasmettere serenità attraverso un’immagine profondamente legata al territorio.
Alla consegna erano presenti il sindaco Cataldo Minò, il vicesindaco Maria Crescente, la delegata alla Cultura Alda Montesanto, il professor Leonardo Montesanto e la dottoressa Pia Salerno.
«Con questa donazione vogliamo testimoniare la vicinanza dell’Amministrazione comunale al nuovo reparto di Medicina Generale e a tutte le persone che ogni giorno lo vivono: pazienti, familiari e personale sanitario», dichiara il sindaco.
La scelta della destinazione valorizza il significato dell’opera, affidando agli ulivi un messaggio di speranza e rinascita in un ambiente dedicato al benessere delle persone.
«Abbiamo voluto che quest’opera trovasse spazio in un luogo dedicato alla cura, perché crediamo che anche l’arte possa contribuire a trasmettere serenità e fiducia. Gli ulivi, con il loro forte valore simbolico e il legame profondo con la nostra identità e le nostre radici, rappresentano un messaggio di vita, pace e speranza, particolarmente significativo in un ambiente in cui ogni giorno ci si prende cura delle persone», sottolinea Minò.
Il primo cittadino rivolge infine un ringraziamento all’autore: «Ringraziamo il professor Leonardo Montesanto per la sua sensibilità artistica e per aver condiviso con noi questa scelta, permettendo al suo dipinto di diventare un segno di bellezza e vicinanza alla comunità».