Poste Italiane, scontro sulla filiale di Castrovillari. L'allarme di Ferdinando Laghi
Il consigliere regionale e segretario questore contesta il trasferimento delle funzioni direzionali della Filiale e censura l'esclusione dei sindacati dal tavolo aziendale: «I sindaci non esultino, il Pollino perde centralità e servizi».
CASTROVILLARI – Il ridimensionamento della Filiale di Poste Italiane a Castrovillari, le cui funzioni direzionali sono in fase di trasferimento verso Cosenza, torna al centro di un duro scontro politico e sindacale. A sollevare con forza la questione è il consigliere regionale e segretario questore dell'ufficio di presidenza del Consiglio regionale, Ferdinando Laghi, il quale boccia senza appello l'ottimismo manifestato da alcune amministrazioni comunali del comprensorio e rilancia l'allarme per la perdita di centralità di un presidio strategico per ben 104 uffici postali dislocati tra Pollino, Sibaritide e Tirreno.
Nonostante le garanzie offerte dall'azienda sulla tenuta degli orari e del personale di sportello nell'incontro dello scorso 8 ottobre, Laghi evidenzia come il piano riorganizzativo stia procedendo speditamente per concludersi entro la fine dell'anno, ignorando sia le risoluzioni votate all'unanimità dall'assise civica castrovillarese sia il fermo dissenso delle rappresentanze sindacali del territorio. Come confermato dal responsabile locale del settore poste della CGIL, Claudio Caligiuri, la sigla territoriale non ha inteso sottoscrivere l'intesa siglata a livello nazionale il 23 luglio, ritenendola del tutto inadeguata e penalizzante per le specificità della Calabria settentrionale, caratterizzata da una viabilità complessa e da territori orograficamente difficili.
Laghi censura inoltre l'assenza e il mancato coinvolgimento dei sindacati locali (tra cui CGIL e UGL, già fortemente critiche durante il Consiglio aperto del 28 settembre) all'incontro tenutosi con i vertici aziendali alla presenza dei sindaci di Castrovillari, Firmo e Mormanno. «Non condivido la soddisfazione espressa da altri – incalza il consigliere regionale – spostare l'unico centro direzionale a Cosenza significa infliggere un ennesimo colpo all'autonomia del Pollino e spalancare la strada a futuri tagli dei servizi per i cittadini». Da qui l'appello urgente rivolto ai primi cittadini del territorio affinché aprano immediatamente un confronto con le organizzazioni sindacali di categoria e pretendano la convocazione di un tavolo di trattativa con Poste Italiane prima che il processo di trasferimento diventi definitivo ed irreversibile.